Sampierdarena in ostaggio del circolo «culturale» latino

(...) via Sampierdarena dove gli abitanti sono ormai ostaggio del circolo culturale «All In club» frequentato da sudamericani che hanno reso la vita impossibile al quartiere. Feste dalle 10 di sera alle 6 di mattina, ogni venerdì, sabato e domenica, in tutti i giorni festivi e prefestivi ma spesso anche il giovedì trasformano via Sampierdarena in una discoteca all’aperto con musica a volumi impossibili da sostenere, fiumi di alcol, schiamazzi e canti. «Non c’è solo quello - racconta Paolo Roccatagliata, amministratore di alcuni palazzi della via - perché ogni serata, dopo una certa ora, degenera in liti anche violente e veri e propri scontri tra clan». Violenza che porta con sé anche danni per i residenti che hanno le auto lasciate in strade perennemente danneggiate con rigature, ammaccature alla carrozzeria, rottura di specchietti e vetri. Ma il Far West di via Sampierdarena non si ferma a schiamazzi e regolamenti di conti perché poi c’è chi vuole consumare droga e magari appartarsi per qualche prestazione sessuale. Così, per non rimanere troppo in vista, i sudamericani che frequentano il «All In club» forzano i portoni dei palazzi e si servono di androni e scale: «È una situazione imbarazzante che porta danni ogni fine settimana - racconta -: negli ultimi quattro mesi, solo che nel civico 38 abbiamo dovuto sostituire almeno tre volte i vetri, le cassette postali vengano continuamente devastate per non parlare di quello che lasciano sulle scale». Lasciano residui di cocaina sniffata e marijuana fumata, i bicchieri degli alcolici appena bevuti, preservativi usati e quello che è peggio utilizzano le scale come latrina orinando e defecando davanti alle porte di ingresso. «Siamo a situazioni di vita intollerabili che non consentono alle persone per bene che lì vivono di avere una vita normale, di riposare. Oltre a creare una situazione di grave pericolo per la propria incolumità» puntualizza Roccatagliata.
Tutto questo accade senza che le forze dell’ordine facciano seguito alle lamentele dei residenti limitandosi a spiegare che le pattuglie di polizia o carabinieri in giro sono poche e che non è possibile un intervento capillare sul territorio. Ancora peggio avrebbe fatto la polizia municipale non intervenendo alla richiesta di alcuni abitanti che chiedevano una perizia acustica per la misurazione dei decibel che potrebbe portare alla chiusura dell’attività stessa per disturbo della quiete pubblica.
Un gruppo di residenti ha firmato una denuncia presentata alla Procura della Repubblica chiedendo un intervento tempestivo delle forze dell’ordine in violazione dell’articolo 569 del codice penale. La paura, adesso, è quella di dover vivere conseguenze ancora peggiori.