San Biagio piccolo e ordinato

Pulizia accurata, fiori e una bella fontana

Piccolo, anzi piccolissimo, nascosto tra le colline della Valpolcevera subito dopo la chiesa, c'è il cimitero di San Biagio. Ordinato con la sua fontana all'ingresso, questo camposanto dà prova di come le cose, pur lontane dai clamori della città, possano essere seguite e curate. I colombari, le tombe di famiglia e il campo comune non presentano tracce di incuria. E a testimoniarlo è anche il viale che porta dritto alla chiesetta interna, illuminata da ceri e candele. I loculi con i loro vasi di fiori freschi, sono il segno tangibile che il cimitero - malgrado sia aperto soltanto il giovedì dalle 7.30 alle 16 e alla domenica dalle 7.30 alle 13 - è visitato dai parenti dei defunti con una certa frequenza. La cura degli spazi è evidente. Non c'è traccia di spazzatura e rifiuti, se non di foglie secche e frutti che cadono dagli alberi. Le piante tagliate confermano che qui gli addetti ai lavori non si sono dimenticati di questo piccolo campo santo (che dipende da quello di Cesino in via Benedetto da Cesino). Spunta però dell'erba incolta, e qualche marmo rotto. Malgrado ciò il doppio cancello verde e la scalinata non mostrano traccia di degrado. La vernice sembra stata appena data, i gradini sono in ordine. Ma considerando le dimensioni sarebbe assurdo il contrario. Manca soltanto un cartello che possa aiutare, chi non lo conosce a trovarlo con più facilità. Ma forse può anche bastare la sola indicazione della chiesa di San Biagio; così come quella dell'oratorio, la cui targa visibile reca la scritta: «La solida tradizione popolare testimonia che sostarono in questo oratorio le spoglie mortali di Nicolò Paganini. Nel loro travagliato peregrinar da Nizza alla casa di San Biagio a Gaione, al cimitero monumentale di Parma».