San Camillo, appalti nel mirino

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha aperto una indagine sugli appalti relativi all’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini. L’indagine riguarda lavori pubblici realizzati e/o affidati nel quadriennio 2002-2006. Dunque copre il periodo che va da quando alla guida della Regione c’era il centrodestra fino ad arrivare ai giorni nostri, dopo quasi due anni di centrosinistra. «L’indagine, circoscritta agli appalti più significativi del periodo di riferimento - spiega un comunicato dell’Authority diramato ieri - ha evidenziato una gestione da parte dell’azienda ospedaliera nel suo complesso scarsamente aderente ai principi di buona amministrazione, trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità dell’attività amministrativa di settore».
In considerazione della gravità e sistematicità delle irregolarità riscontrate, si legge nel comunicato, «l’Autorità ha ritenuto di investire della questione il presidente della Regione e il ministro della Salute per le eventuali iniziative di competenza». Irregolarità formali o anche sostanziali? Per l’Authority le une e le altre: «Dagli accertamenti eseguiti sono emerse criticità e anomalie significative, non solo sotto il profilo «formale» della violazione di specifiche disposizioni normative in materia di affidamento di appalti pubblici, ma anche sotto il profilo «sostanziale» delle inevitabili disfunzioni sul servizio pubblico, nella specie quello sanitario, derivanti da una carente programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti ospedalieri e dai ritardi maturati nella realizzazione delle opere in corso di esecuzione».
Le irregolarità riscontrate vanno dalla «violazione delle disposizioni vigenti in materia di forme di pubblicità degli avvisi e bandi di gara, con conseguente vulnus al principio della libera concorrenza e della par condicio tra gli operatori del settore», fino al contrasto con la normativa sulle procedure di scelta del contraente, «con palese elusione delle procedure di evidenza pubblica per appalti di rilievo comunitario». Non sono ancora noti i dettagli essendo stata interessata del caso la magistratura. Ma le conseguenze sono per l’Autorità «il presumibile incremento dei costi di realizzazione delle opere, trattandosi di appalti affidati senza gara e, quindi, sottratti al regime del libero mercato». Un caso specifico riguarderebbe la «manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture e impianti della piastra ospedaliera», con un’ipotesi di «danno erariale», per il quale l’Autorità ha rimesso gli atti alla Corte dei Conti per le eventuali iniziative di competenza. «Infine - conclude il comunicato dell’Autorità - è emerso un uso distorto dell’istituto della proroga contrattuale», espressivo di una carente programmazione degli interventi di manutenzione finalizzati ad assicurare la piena funzionalità degli impianti sanitari».