«San Camillo, salviamo la medicina alternativa»

«In materia di Sanità l’VIII Legislatura regionale rischia di cominciare con un provvedimento clamoroso come la chiusura dell’unica Unità Operativa Semplice di Medicina Complementare della regione, presente presso l’Azienda Sanitaria San Camillo-Forlanini: un colpo gravissimo per la medicina alternativa, cui sempre più persone ricorrono e alla quale altre Regioni come la Toscana hanno dedicato addirittura centri universitari». A denunciarlo è Stefano De Lillo, vicecapogruppo di Forza Italia alla Regione Lazio in un comunicato. «Questa mattina (ieri) - dichiara De Lillo - il direttore dell’Unità ha ricevuto una lettera dall’Azienda San Camillo-Forlanini nella quale si comunicava che nel nuovo Piano aziendale la struttura non era compresa, e che gli effetti della decisione erano con decorrenza immediata: in pratica la comunicazione della chiusura immediata della struttura». «È assurdo - continua - che una struttura che fornisce ogni giorno un servizio a 90 pazienti, che fornisce circa 8000 prestazioni l’anno, venga chiusa da un giorno all’altro, con l’effetto tra l’altro dell’interruzione di un pubblico servizio dato che risultano prenotate e pagate molte visite. La struttura che oggi l’Azienda San Camillo-Forlanini vorrebbe chiudere è peraltro una struttura florida, in attivo per circa 100.000 euro l’anno a vantaggio della stessa Azienda». «Per questo chiediamo - conclude il vicecapogruppo azzurro - che la Giunta Marrazzo non dia inizio alla propria attività in materia di Sanità con un atto illiberale come la chiusura di un polo di medicina alternativa la cui istituzione in Unità Operativa Semplice è stata supportata da una mozione sottoscritta in Consiglio regionale all’unanimità. Per far chiarezza su ciò presenterò un’interrogazione».