Al San Carlo happy hour e cena alle 20 come a casa

Happy hour alle 18, cena alle 20, sabato sera spettacolo di varietà. Villaggio vacanze? No, ospedale. È il nuovo corso della degenza ospedaliera «umanizzata» che prende avvio nel reparto di Oncologia medica dell’Ospedale San Carlo di Milano col supporto di Amgen-Dompè (azienda leader nel settore dei farmaci biologici) e via via verrà esteso entro il 2008 ad altri tre centri della Lombardia e in sei di diverse regioni, per coprire entro il 2010 un totale di 30 reparti oncologici ospedalieri di tutta Italia, dalla Val d’Aosta alla Sicilia.
Il progetto pilota si chiama «Si cura insieme» e consiste anche nella ristrutturazione e nell’arredamento di ambienti, resi così più confortevoli e colorati, oltre che nella realizzazione di un volumetto-questionario voluto dai medici per aiutare i malati oncologici e i loro familiari ad affrontare un periodo difficile della vita. Nel volume vengono spiegati in modo chiaro il modo di lavorare e i servizi dell’ospedale; la parte questionario serve per capire e analizzare le aspettative, i bisogni e le richieste dei malati.
«Umanizzare - spiega Sergio Marsicano, responsabile del servizio psico-socio-educativo del San Carlo - significa adattare i processi di cura alle esigenze dei pazienti. Chi scopre di avere il cancro reagisce in modi diversi: a volte si chiude in se stesso, a volte diventa aggressivo, altre volte ha voglia di parlare del suo dramma. L’ ospedale può andargli incontro anche spostando l’orario dei pasti, per mantenere le abitudini il più possibile simili a quelle familiari». Ma questo comporta «problemi organizzativi, come l’acquisto di carrelli termici per tenere in caldo il cibo e l’armonizzazione con gli orari di medici e infermieri». Circa 6mila pazienti del San Carlo sono stati coinvolti in una indagine sul gradimento del volumetto e il 90% ha apprezzato l’iniziativa.