San Collina «decollato» nel calendario degli arbitri

«Ai Giochi di Torino andrò a vedere l’hockey. I biglietti? Me li procura Moggi...»

Gian Piero Scevola

Censurato, epurato, scomparso. Di Pierluigi Collina nessuno, nel variegato panorama arbitrale italiano, vuole più sentire parlare. Nei suoi confronti è stata messa in atto una crociata, perché di quello che è stato per sei anni consecutivi il miglior arbitro del mondo se ne perdano le tracce. L’ultimo esempio è storia di questi giorni con il pelato più famoso d’Italia protagonista di una purga e «decollato» nemmeno fosse un lontano parente di Giovanni Battista: nell’annuale calendario benefico dell’Associazione italiana arbitri appare la fotografia di Collina con alla sua destra De Santis e Rosetti, alla sinistra Farina. Ma il bello è che del Collina che tutti noi conosciamo c’è soltanto il tronco, perché la testa è quella di Daniele Tombolini, l’enologo che nei giorni scorsi s’è trasformato in modello, accantonando il fischietto e sfilando per lo stilista Bikkembergs.
Un singolare fotomontaggio, una sovrapposizione mal riuscita, anche perché Tombolini è di una decina di centimetri più basso di Collina e nella foto incriminata troneggia sopra i colleghi che gli stanno a fianco. Non è il fotomontaggio in sé a far gridare allo scandalo, bensì l’epurazione dell’ex fischietto viareggino che, quando vennero scattate le foto nei primi giorni dello scorso agosto durante il raduno di Sportilia, era presente e ancora arbitro (si è dimesso il 29 agosto per le polemiche seguite al suo contratto di sponsorizzazione con la Opel, stessa azienda sponsor del Milan). Gli scatti migliori vennero utilizzati per questo calendario che avrebbe dovuto avere una duplice finalità: quella benefica (costa 10 euro la copia) e quella di far meglio conoscere gli arbitri, renderli più umani e apprezzati insomma. Ma l’ingombrante figura di Collina ha cancellato questa bella idea, così come è stato cancellato il viareggino nella foto di gruppo sulla copertina del calendario.
Ci sono tutti: il presenzialista presidente Tullio Lanese; il commissario Can Maurizio Mattei; i suoi vice Borriello, Capraro, Pisacreta, Sguizzato, i 40 fischietti, i 78 assistenti e, soprattutto, nella foto che accompagna il mese di maggio, anche Collina «decollato» e sostituito dalla testa del bel Tombolini. Un harakiri da parte dell’allora vertice arbitrale, uno sgarbo nei confronti di Collina che la Fifa ha inserito nella task force «per il bene del calcio» insieme con Butragueño, Cruijff, Platini, Menotti e Wenger.
Quando la notizia della foto «aggiustata» ha cominciato a circolare, l’Aia ha deciso di far sparire il calendario e ritirarlo da possibili occhiate indiscrete. A tutti gli arbitri della Can ne erano state date 15 copie perché fossero vendute ed esposte: non se ne trova una in circolazione, nemmeno fossero i calendari di Anna Falchi requisiti dal geloso marito Stefano Ricucci. Collina, che della vicenda preferisce non parlare, non ne ha certamente le forme.