San Donato Milanese, morto ecuadoriano accoltellato dalla figlia della convivente

Ieri sera l'uomo di 45 anni era tornato a casa ubriaco e aveva cominciato ad aggredire la compagna e la di lei figlia 27enne che, davanti all'ennesima scenata dell'uomo, ha perso il controllo e l'ha accoltellato

San Donato (Milano) - E' morto l'ecuadoriano ricoverato ieri sera per una coltellata. Ad infliggergliela è stata la figlia della sua convivente

La lite Secondo quanto spiegato dai militari, ieri sera intorno alle 23.30 l’uomo è rincasato ubriaco, in un appartamento a San Giuliano Milanese e ha cominciato ad insultare e aggredire la convivente, una donna salvadoregna di 46 anni, la figlia di lei (avuta da una precedente relazione) di 27, e anche una nipotina di 5 anni. Al culmine della lite, la 27enne ha afferrato un coltello da cucina lasciato dentro un lavabo e ha colpito il convivente della madre alla coscia destra, provocandogli una lesione all’arteria femorale. Soccorso subito dalle donne, che hanno chiamato il 118, l’uomo è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni e poi è morto.

La prima giustificazione La figlia della convivente, che sulle prime aveva dichiarato insieme alla madre che l’uomo si era autoinferto la coltellata, come gesto autolesionistico in un momento d’ira durante una lite in famiglia, è stata ora arrestata dai carabinieri di San Donato Milanese con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

La vittima L’uomo ucciso si chiamava Julio Cesar Velasco, e lavorava come facchino in un magazzino della zona. Quattro mesi fa aveva perso il lavoro, e da allora aveva cominciato a ubriacarsi quotidianamente, diventando, a dire della compagna, sempre più aggressivo. La madre invece, che insieme alla figlia aveva riferito falsamente ai militari di un tentativo di suicidio da parte dell’uomo, è stata denunciata in stato di libertà. I due erano insieme da anni, da quando, cioè, la donna era giunta in Italia, nove anni fa, incinta della figlia. Tra i due, prima di questa situazione, non era mai intercorsa alcuna denuncia