San Francisco: città "blindata" per la torcia olimpica

Migliaia di attivisti si preparano a contestare la staffetta della
fiamma olimpica che oggi percorrerà le strade della città californiana. In marcia anche i nudisti. A Pechino 250 comitati olimpici hanno detto no all'ipotesi del boicottaggio. Bush alla Cina: "Dialogo con il Dalai lama"

San Francisco - In una San Francisco blindata, migliaia di attivisti si preparano a contestare la staffetta della fiamma olimpica che oggi percorrerà le strade della città californiana, dove risiede la più folta comunità cinese d’America. Ieri sera si è svolta una veglia pro-Tibet con duemila manifestanti in cui l’arcivescovo Desmond Tutu ha invitato i leader stranieri a boicottare le Olimpiadi di Pechino. Richard Gere ha parlato di momento "epico" nella storia delle relazioni tra Cina e Tibet.

In marcia anche i nudisti A San Francisco in segno di solidarietà con il Tibet sfileranno anche nutriti gruppi di nudisti. L’arrivo della fiaccola olimpica è secondo loro l’occasione per ricordare che erano nudi i primi atleti che partecipavano ai giochi Olimpici dell’antica Grecia e che dunque quella nudità è in qualche modo da celebrare, in chiave olimpica. Vorrebbero che anche le Olimpiadi di Pechino si ispirassero a questo principio e che gli atleti tornassero a gareggiare senza indossare indumento alcuno. Le autorità di San Francisco hanno da un lato invitato i diversi attivisti a manifestare in modo pacifico, dall’altro si sono impegnate a garantire «la libertà di espressione e le diversità». Tra queste, anche le manifestazioni annunciate dai nudisti.

Comitati olimpici: no al boicottaggio A Pechino i 250 Comitati olimpici nazionali si sono espressi contro il boicottaggio dei Giochi e hanno rinunciato a mettere la parola Tibet nel loro documento. Alla XVI Assemblea dei Comitati olimpici in svolgimento nella capitale cinese, il presidente Mario Vazquez Rana, ha spiegato che la parola Tibet non è saltata per un’autocensura, in quanto "vengono espressi gli stessi concetti con una formula diversa". Nella bozza del documento finale, si chiedeva alla Cina di "trovare, attraverso il dialogo e la comprensione, una soluzione giusta e ragionevole al conflitto interno della regione del Tibet". Ma dopo alcune rimostranze emerse nel dibattito, si è ripiegato sul più generico auspicio di "un’equa e ragionevole soluzione al conflitto interno a beneficio dei Giochi e degli atleti". A margine dell’Assemblea, il presidente del Cio, Jacques Rogge, ha incontrato il premier cinese, Wen Jiabao e ha presieduto una riunione d’emergenza del Comitato esecutivo sulle proteste che hanno accompagnato la staffetta della fiaccola olimpica.

Bush alla Cina: dialogate con il Dalai Lama Sotto pressione affinchè non partecipi alla cerimonia di apertura delle olimpiadi di Pechino il presidente George W. Bush intanto ha ribadito alla Cina la sua richiesta di "iniziare un dialogo" con il Dalai Lama per tentare di trovare una soluzione pacifica alla crisi tibetana.

Tibet: 953 gli arresti Intanto si è appreso che la polizia cinese ha arrestato in totale 953 persone per il coinvolgimento nei disordini in Tibet del marzo scorso e per 403 di loro c’è stata la convalida dell’arresto, un passo che generalmente prelude all’incriminazione. Una nuova contestazione si è svolta in importante monastero buddista nella Cina nord-occidentale, dove una quindicina di monaci ha eluso la sorveglianza della polizia e ha inscenato una protesta pro-Tibet davanti ai giornalisti stranieri che partecipavano a una "visita guidata".

Pechino ha accusato il Dalai Lama di aver "affossato" il dialogo con la Cina istigando alla rivolta in Tibet e alle proteste contro la fiaccola olimpica. "Il Dalai Lama ha sfidato il popolo cinese e ha affossato le condizioni per il dialogo con il governo centrale", ha detto in una conferenza stampa Si Ta, viceministro del dipartimento del Fronte del Lavoro Unito del partito Comunista Cinese