Al San Gerardo 30 abbonamenti tv

Anche la televisione, specialmente se di qualità e dai toni e contenuti rispettosi della dignità della persona, può essere coadiuvante dello spirito dei piccoli pazienti di un reparto di pediatria e dei loro genitori. Infatti, aiuta il distacco dalla dimensione della malattia, restituendo al soggiorno e ai tempi terapeutici la connotazione della quotidianità familiare. Con l’idea suggerita da Gian Paolo Montali, allenatore della squadra italiana di pallavolo, l’ospedale San Gerardo di Monza ha raccolto la donazione fatta da Agmen, società leader nelle biotecnologie. Con i soldi ricavati, sono stati acquistati 30 abbonamenti annuali per la tv satellitare, che andranno a «colorare» le grigie giornate degli spazi ospedalieri e dei day hospital. «Il nostro centro, - ha sostenuto Giuseppe Masera, direttore della clinica - nel 2005 ha gestito oltre 2.000 piccoli pazienti; a questi si sono aggiunti i circa 2.800 in day hospital pediatrico. Dotare i nostri ambienti di confort e servizi che permettano ai bambini e ai loro familiari di stringersi in una quotidianità di svago è non solo nostro dovere ma, soprattutto, aiuta la fase complessa di metabolizzazione della malattia e del suo trattamento».
Marco Renoldi, l’amministratore delegato di Agmen Italia, ha commentato con queste parole l’iniziativa benefica: «Varie indagini condotte in numerose strutture sanitarie in tutta Italia, confermano che una migliore visibilità degli spazi di “servizio” e non solo quelli destinati alle terapie aiuta psicologicamente ad affrontare la malattia con maggiore serenità. Questo intervento con l’ospedale San Gerardo - prosegue Renoldi - conferma la nostra attenzione ai temi della qualità di vita all’interno delle strutture ospedaliere e il nostro impegno per l’umanizzazione del percorso terapeutico». L’odierna donazione rientra nel più ampio progetto di umanizzazione degli spazi ospedalieri promosso nella campagna di beneficenza di Agmen e che interessa i day hospital e sale di attesa dei reparti oncologici di importanti centri di cura pubblici e privati. L’iniziativa è già stata realizzata negli ospedali di città come Roma, Torino, Padova, Palermo e Cosenza.