A San Giovanni basilica occupata dai senzatetto

Alessia Marani

Ora a Roma si «okkupano» pure le chiese. Anzi le cattedrali. Blitz del Comitato Popolare di Lotta per la Casa, ieri mattina, a San Giovanni in Laterano. All’interno della basilica, ex residenza dei Papi, cattedrale di Roma, sono comparsi slogan e striscioni («Governo Berlusconi! Sindaco Veltroni! Blocco degli sfratti senza condizioni»), dentro circa 300 persone, molti stranieri, numerose donne e bambini. Provengono dalle occupazioni dell’ex istituto «Angelo Mai» in primo municipio, da quelle di viale Castrense, di Tor Sapienza e Corcolle; chiedono di essere ricevuti dal sindaco, chiedono un incontro urgente con il prefetto capitolino, Achille Serra. Vogliono altro, rispetto al «contentino natalizio» (come l’hanno bollato senza mezzi termini) del blocco degli sfratti ottenuto in concomitanza delle Feste. «Chiediamo - dicono al comitato degli occupanti - che il provvedimento sia esteso almeno a un anno o, comunque, finchè non sia garantito che chi lascia un tetto ne abbia già trovato un altro sotto cui andare a vivere».
Detto fatto. Mentre i poliziotti della Digos convincono gli okkupanti a togliere gli striscioni da banchi e navate in segno di religioso rispetto, a San Giovanni accorre il vice capo di gabinetto del Campidoglio, Luca Odevaine. «Il problema degli sfratti e della casa è, ormai, in cima alla lista dei guai che affliggono i romani. Il blocco è una decisione che spetta al Governo. Insieme con la Regione chiederemo il blocco generalizzato di un anno». Pochi minuti prima delle due del pomeriggio, quelli del Comitato e le 150 famiglie lasciano il luogo sacro. «La nostra - spiega Gino Chiapparelli, uno dei rappresentanti - è una battaglia dimostrativa per tentare di fare capire quale sia il dramma di chi non ha più una casa e quanto sia urgente trovare una soluzione». Nell’incontro del pomeriggio in Prefettura con Serra e Odevaine, alla presenza dell’«immancabile» consigliere no-global Nunzio D’Erme, capofila di Action, l’Agenzia per la casa «alternativa» ombra del Campidoglio, il prefetto ha confermato che con il Comune si farà portavoce di una richiesta al Governo di interessamento alla questione sfratti a Roma. «Sindaco e prefetto - ha sostenuto - non possono prendere provvedimenti diretti in materia. Il Governo è già certamente sensibilizzato sull’argomento. A Roma ha priorità assoluta. Con il Comitato ci incontreremo tra una decina di giorni, il tempo necessario per avere una risposta, per fare il punto della situazione.