San Giuliano, dopo le assoluzioni i genitori bruciano le schede elettorali

A una settimana dalla sentenza di primo grado del tribunale di Larino che ha assolto i sei imputati nel processo per il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia clamorosa protesta dei genitori delle vittime del terremoto

Campobasso - Hanno bruciato le lore schede elettorali per protestare contro la sentenza del tribunale di Larino che aveva assolto i sei imputati per il crollo della scuola Jovine di San Giuliano Di Puglia (Campobasso). Ventisette bambini e una maestra persero la vita il 31 ottobre 2002 sotto le macerie della scuola crollata in seguito al terremoto. I familiari del comitato vittime si sono ritrovati davanti alla sede del comune nel villaggio temoporaneo di San Giuliano di Puglia, hanno strappato i documenti e dopo avergli dato fuoco li hanno gettati in un braciere. La protesta è avvenuta alle 11,32 in punto, per ricordare l’ora del terremoto che causò la tragedia.

La sentenza Venerdì scorso il giudice del tribunale di Larino aveva ritenuto non colpevoli di disastro colposo e omicidio colposo i sei imputati. Tutti i genitori avevano addosso magliette con le immagini dei bambini scomparsi. "Tutti gli italiani - scrive in una nota Antonio Morelli, presidente del comitato - devono conoscere l’ingiustizia di quella decisione che ha ucciso una seconda volta i nostri figli, e che si pone fuori da ogni contesto di umanità e di legalità". "Questa è solo la prima di una serie d’iniziative di disobbedienza civile - hanno spiegato gli altri componenti del comitato - siamo pronti a restituire i soldi dati dallo Stato per i funerali e a restituire la medaglia d’oro conferita dal presidente Carlo Azeglio Ciampi".