San Gottardo, all’asilo i bimbi giocano tra pericoli e degrado

Servizi igienici che perdono, fili arrugginiti in giardino, buche e finestre pericolanti sono alcuni dei problemi segnalati dai genitori Ma il Comune e l’Arte non intervengono da due anni

Roberta Gallo

Sos scuola materna San Gottardo. A lanciare il grido di allarme sono tutte le mamme dei piccoli scolaretti che frequentano la scuola d'infanzia di via Piacenza. Una struttura fatiscente e degradata, degna dei quartieri del Terzo Mondo. Altro che favelas brasiliane o scuole bombardate di Baghdad. Qui siamo nel cuore di uno dei quartieri più popolosi di Genova. Ma i piccoli remigini, sono costretti a vivere tra muri scrostati, fil di ferro arrugginiti che escono dalle pareti, wc non funzionanti e un cortile che fa eco alla discarica di Scarpino.
«Siamo un asilo fantasma - si lamenta subito Jessica Piaggio, portavoce delle mamme - va bene che la nostra struttura non ha nemmeno un nome, ma a questo punto abbiamo capito che nessuno sa che esistiamo. Ci hanno completamente abbandonati, non tolleriamo più che i nostri figli rischino ogni giorno di farsi male in un asilo trascurato e insicuro». All'entrata, il grigio cancello elettrico non è più funzionante da tempo. Poi ci si trova in una zona lunare, almeno a giudicare dai crateri nel cemento della pavimentazione. «Quando un bambino cade - sostiene Jessica Piaggio - bisogna solo augurarsi che si sia solo sbucciato le ginocchia. Se un piedino finisce in una di quelle voragini, i danni potrebbero essere ben più gravi». Tantissime sono le segnalazioni che le famiglie hanno inviato al dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo San Gottardo, Clemino Casalgrandi. «Ho le mani legate - sostiene però il dirigente - per l'asilo non è previsto nessun tipo di manutenzione ordinaria. Con i soldi che abbiamo possiamo solo comprare materiale didattico. Il resto, compresa la ristrutturazione, è compito del Comune». Ma Tursi latita. Forse perché pare non sia l'unico proprietario della struttura. L'immobile, infatti, in cui la scuola d'infanzia è ospitata, è anche proprietà dell'Arte (ex Iacp).
«Da due anni - ribatte Alessandra Moriggi, un'altra mamma - facciamo segnalazioni delle condizioni di assoluta inabitabilità in cui versa l'asilo, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Una settimana fa sono venuti degli operai, hanno messo un po' di calcestruzzo in un muretto, hanno riparato una porta e via. Forse volevano solo darci un contentino?». Ma i genitori non ci stanno e puntano ancora il dito contro le panchine instabili nel giardino, i bordi della aiuole spoglie che si sgretolano al minimo urto. E ancora. Il bidone della spazzatura vuoto e rovesciato, una griglia raccogli sporcizia dai piani superiori proprio sopra all'area in cui giocano i bambini. E la lista dei lavori da fare è infinita. «Il vetro sopra la porta antipanico d'ingresso - indicano - è venato. Ogni volta che i bimbi aprono la porta potrebbe cadere sulle loro teste». I caloriferi non sono a norma perché ancora del tipo vecchio. E i gabinetti perdono, così i bidelli hanno messo degli stracci per asciugare le fuoriuscite. «Le nostre richieste sono modeste - dice Jessica Piaggio - non pretendiamo mobili nuovi, computer o quant'altro. Basterebbe solo una manutenzione ordinaria che il Comune dovrebbe svolgere senza le nostre sollecitazioni».