«A San Gottardo come nel Bronx»

Abitanti disperati per le minacce e la criminalità dei molti nomadi

Gli abitanti di San Gottardo si sentono di vivere come nel Bronx infatti, dopo le ultime rapine nel giro di sei giorni, la prima ai danni di una farmacia di via Piacenza, la seconda agli uffici postali della stessa via e la terza nell'altra farmacia della zona, gli abitanti sono esasperati. Il quartiere da tempo è in balia di romeni, albanesi ed extra comunitari d'ogni sorta. Persone senza scrupoli che, benché sloggiati a più riprese dalle forze dell'ordine, dopo pochi giorni ritornano e dettano legge. E che legge! Ne sa qualcosa, purtroppo ma soprattutto, una donna del posto, R.V., un'agente di polizia penitenziaria la cui figlia, per l'ennesima volta, è stata fatta oggetto di molestie a sfondo sessuale da parte dei soliti romeni che da mesi stazionano ininterrottamente davanti al super mercato di via Piacenza: «Non è la prima volta che importunano mia figlia e i suoi due bambini, racconta preoccupata la donna, abbiamo denunciato il fatto parecchie volte ma nessuno interviene contro quelle bestie». Ma quello che è successo alle 18.30 di lunedì 31 dicembre ha dell'incredibile e lo racconta, con voce tremante, ancora la donna: «Due romeni si sono avvicinati a mia figlia, spiega con angoscia, e dopo avere cercato di palparla, le hanno promesso che prima o poi si porteranno via i bambini. Mi ha telefonato pochi minuti fa ed è terrorizzata». Naturalmente la notizia del grave fatto, nel giro di pochi minuti ha fatto il giro del quartiere e pare che alcuni uomini della zona, siano partiti alla caccia dei romeni ma questi, naturalmente avevano già fatto perdere le tracce. Mauro T. ha 46 anni e vive a San Gottardo da oltre 40: «Ormai le conosciamo bene quelle facce, minaccia l'uomo, ci stiamo organizzando e se non interverrà la polizia ci vedremo costretti a farci giustizia da soli. Li manderemo via a bastonate». Un'escalation di criminalità che in poco tempo ha raggiunto limiti insopportabili: «Prima abbiamo sopportato che importunassero la gente chiedendo l'elemosina, continua Marco, poi hanno cominciato ad importunare i negozianti, poi sono passati alle rapine e furti e adesso, si permettono di minacciarci di portarci via i nostri figli».