San Lorenzo? È come il Far West

Alessia Marani

C’è un’altra Campo de’ Fiori a Roma. Ma nessuno la vuole vedere. Ci cono le denunce, i referti, le richieste di Sos di polizia e vigili urbani, le proteste dei residenti: ma niente, a largo degli Osci e dintorni tutto è permesso. Nessun presidio delle forze dell’ordine, nessuna misura di chiusura anticipata dei locali notturni, nessun divieto di vendita di alcolici in bottiglie di vetro, in mesi di disordini nessun intervento straordinario di sindaco e prefetto: nel regno degli attivisti di Action, nel cuore del quartiere studentesco per eccellenza, dei pub «rossi» di via dei Volsci e di via dei Sabelli, ma anche dei «Boys» fanatici del calcio giallorosso, tutto può succedere. Anche che una volante della polizia sia assediata da gruppi di «punkabbestia», gli agenti presi a calci e pugni, i cani aizzati contro di loro; i «pizzardoni» piazzati dal III municipio a presidiare i varchi della Ztl versione by night, fatti bersaglio di lanci di bottiglie come «ospiti indesiderati». Una situazione esplosiva a cui segue oggi un esposto «al vetriolo» inviato al questore di Roma Marcello Fulvi dal Coisp, il Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia. Oggetto: «Commissariato San Lorenzo». «Già lo scorso anno - si legge nel documento - il Coisp ha stigmatizzato la situazione d’instabilità dell’ordine pubblico nel quartiere San Lorenzo (...). Situazione che se non affrontata con decisione è destinata a degenerare». E continua: «Non è un caso che la situazione sia precipitata più volte nei giorni scorsi. Rammentiamo, infatti, il susseguirsi di una serie di fatti gravissimi che vanno dagli assalti contro gli equipaggi della polizia di Stato che sono intervenuti per sedare le liti fra bande, al lancio di bottiglie contro le squadre della polizia municipale, arrivando alla stabile occupazione di spazi pubblici che ormai sono divenuti impraticabili per i tanti cittadini onesti che aspirano a riconquistare il “loro” quartiere. Le condizioni di lavoro per i poliziotti sono critiche - continua la lettera -. Esasperate dalla carenza di risorse umane a disposizione. Oltretutto aggravate anche dal fatto di essere chiamati spesso a fronteggiare manifestazioni studentesche o, comunque, con centinaia di partecipanti della cosiddetta area antagonista. Abbandonati da chi ha il compito istituzionale di tutelarli». Le mamme di San Lorenzo già prima dell’estate, in un volantino scrivevano: «Perchè la piazza diventi un luogo di tutti! Perchè si smetta di urlare, bere, suonare tamburi a tutto volume ogni notte, fino alle 4 del mattino; perchè al mattino non si debba trovare un tappeto di bottiglie, immondizia e sangue; facciamo qualcosa!». Alla mezzanotte e mezza di domenica 30 ottobre la volante San Lorenzo 1 viene assalita da un giovane ubriaco che grida: «Io sono libero, libero di prendervi a calci». Viene fermato e portato in commissariato con l’ausilio di una pattuglia del 113. Il giorno dopo quattro sottufficiali denunciano l’ennesima aggressione notturna per sedare una rissa scoppiata in via dei Fallisci. Gli agenti bloccano un ragazzo, ma la folla si accanisce contro di loro lanciandogli oggetti, picchiandoli. Gli «sbirri» finiscono in ospedale. In controlli di tipo amministrativo i poliziotti multano decine di locali per disturbo della quiete pubblica, inosservanza dell’orario di chiusura, sequestrano videopoker illegali. Non solo lo spaccio di hashish e cocaina tra punk e nordafricani è alle stelle. «I nostri uomini - spiega Domenico Pianese, segretario nazionale Coisp - sono stanchi di contare tra le proprie fila i feriti e i contusi e si chiedono perchè le autorità non intervengano. Forse i poliziotti e i cittadini di San Lorenzo sono figli di un Dio minore? Forse le pressioni politiche sono più forti del buon senso? Non sappiamo quali sono le motivazioni che stanno portando a una colpevole sottovalutazione dei fatti, ma di sicuro manifesteremo contro il colpevole stato di abbandono in cui sono stati lasciati residenti e lavoratori».