San Lorenzo? Ormai è zona franca

Valeria Arnaldi

Caos San Lorenzo: per il prefetto solo un problema di «maleducazione». Sembra proprio che spetti al quartiere universitario della Capitale il titolo di «più indisciplinato» della città. I lettori ricorderanno. Nel mese di dicembre il Giornale aveva denunciato la situazione esplosiva in largo degli Olsci e dintorni dove, dalla scorsa estate, centinaia di persone, soprattutto giovani, si riuniscono la sera creando diversi problemi di ordine pubblico. Tanto che gli stessi poliziotti e agenti della municipale avevano dovuto contare nelle loro fila alcuni feriti, vittime di aggressioni. Nei giorni scorsi, la questione era stata sollevata anche dal presidente del III Municipio che chiedeva un intervento più deciso da parte delle autorità. Secco il rifiuto del prefetto Achille Serra: i problemi del quartiere non riguarderebbero la sicurezza propriamente intesa, ma la maleducazione, contro cui polizia e carabinieri possono fare poco. Sotto la parola «maleducazione» si nascondono, però, illeciti e disagi molto diversi tra loro. A pagarne le conseguenze è stata, in primo luogo, la Sta. Negli ultimi due anni, i parcometri sono stati manipolati, danneggiati, perfino sradicati. Non sono mancate minacce e violenze agli ausiliari. Da anni, quindi, il quartiere gode il privilegio di strisce blu gratuite. Unico scotto da pagare, i sempre più frequenti fenomeni di parcheggio selvaggio. La notizia di San Lorenzo-zona franca si è, infatti, rapidamente diffusa in città, togliendo ogni scrupolo agli studenti universitari della facoltà di psicologia, ma, soprattutto, ai tanti nottambuli, che in San Lorenzo vedono il cuore «alternativo» della movida capitolina. Tanto alternativo da attirare numerosi «punkabbestia», giovani senzatetto per vocazione, caratterizzati dal fatto di possedere numerosi animali e dal consumo di stupefacenti e alcol. Così nel quartiere, ben presto, sono arrivati i piccoli spacciatori e sono aumentati gli episodi di microcriminalità. Estremi che non sono regola, ma contribuiscono a determinarla. Ogni fine settimana, infatti, attirati dai tanti locali più o meno di moda, sono centinaia i ragazzi che affollano il quartiere per bere una birra, fare quattro chiacchiere, ballare o, molto spesso, suonare sui marciapiede chitarre, bongos e strumenti improvvisati. Peccato, però, che nella zona franca di San Lorenzo questo venga fatto fino a notte fonda, creando non pochi disagi ai residenti. Dall’estate, ogni venerdì e sabato, c’è un presidio fisso delle forze dell’ordine in largo degli Osci. La prefettura ha anche deciso un potenziamento dei controlli e non mancano i poliziotti di quartiere, in servizio fino alle 20. Il piano, che dovrebbe garantire la maggiore sicurezza del quartiere e la sua vivibilità, non è sufficiente, però, e viene ben presto eluso. Presidi solo nel fine settimana? Il municipio ha deciso di cominciare a fare ordine, «prima che sia tardi». Nelle prossime settimane, sarà nuovamente istituito il servizio di controllo Sta sui parcheggi - anche se gli ausiliari non saranno scortati da agenti -, sarà potenziata, inoltre, la presenza di vigili, soprattutto, nelle ore notturne. Abbandonato nel caos e nel degrado, San Lorenzo dovrà cercare di cavarsela da solo.