San Martino, il chirurgo dona la vista al neonato

La sanità che funziona, anche in mezzo alla bufera delle polemiche: un bimbo di due mesi, venuto alla luce prematuramente con una grave patologia oculare - distacco bilaterale della retina, in pratica: la condanna alla cecità - è stato operato dall’equipe medica del professor Pietro Rossi, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica al San Martino di Genova, con una tecnica di microchirurgia utilizzata in tre soli centri in Italia.
L’esito, a una settimana dall’intervento - confermano i sanitari che non hanno l’abitudine di sbilanciarsi - si può finalmente dire positivo: il piccino ha recuperato la funzionalità degli organi e può avviarsi verso una vita normale.
Il bimbo era nato al compimento della ventiquattresima settimana, «raggiungeva un peso di soli 500 grammi - spiega il professor Rossi -, e come talvolta può verificarsi in bambini che vengono alla luce dopo una gravidanza di particolare brevità», presentava una patologia invalidante che l’avrebbe reso cieco per il resto della vita.
Questa patologia può essere contrastata col trattamento laser, che però risulta efficace - come recita il linguaggio rigoroso, ma freddo delle percentuali - solo nel 40 per cento dei casi.
Per questo si è reso necessario un delicato intervento di microchirurgia oculare con tecniche all’avanguardia in Italia. L’operazione, che ha comportato l’impiego di particolari strumenti del diametro di mezzo millimetro, ha riguardato i due occhi ed è durata più di sei ore. «La stessa contemporaneità dell’operazione su ambedue gli occhi - ricorda il professor Rossi - rappresenta di per sé un fatto eccezionale, in quanto ha richiesto un grande impegno sia sotto il profilo chirurgico, sia dal punto di vista dell’assistenza anestesiologica e neonatologica. Tuttavia, si è rivelata la scelta migliore perché ha permesso di evitare al neonato due anestesie e due interventi ravvicinati, e di raggiungere i migliori risultati per la vista del bambino».
A intervento tecnicamente concluso, era indispensabile comunque assicurare un decorso postoperatorio particolarmente accurato, anche in considerazione delle condizioni generali del piccolo paziente. La «convalescenza» si è svolta pertanto nel reparto di Terapia intensiva neonatale, diretto dal professor Sandro Trasino. Con conseguenze assolutamente incoraggianti: il piccolo, che al momento dell’intervento pesava 2100 grammi, è potuto ritornare felicemente a casa dopo soli quattro giorni.
Estrema soddisfazione è stata espressa dal direttore generale Gaetano Cosenza, in particolare «per il buon esito di un intervento così delicato e di alta complessità tecnica, che si inserisce nel percorso volto a qualificare sempre di più l’Ospedale San Martino, quale centro di eccellenza assistenziale».

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