San Martino dà più spazio alle mamme

Fabrizio Graffione

«Sulla pillola abortiva siamo pronti. È un servizio sanitario che partirà il prima possibile. Dobbiamo soltanto definire gli ultimi dettagli tecnici, ma la sperimentazione è aperta a tutte le strutture sanitarie idonee che ne facciano richiesta». L'assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo tira diritto e risponde così sulla questione della RU 486 la pillola francese in sperimentazione, finora in Liguria, al San Paolo di Savona. L'occasione è l'inaugurazione, ieri mattina, del nuovo polo ostetrico e neonatologico al padiglione due del San Martino di Genova.
«Noi siamo pronti - rilancia il primario di ginecologia del nosocomio Nicola Ragni - non ci sono problemi tecnici. Entro i primi mesi del prossimo anno la pillola abortiva sarà distribuita, nell'ambito della legge, anche al San Martino. Se si opera l'aborto chirurgico non vedo perché bisogna dire no all'aborto medico. Una formula, peraltro, ben sperimentata all'estero e che conosciamo bene. Oltre alla RU 486 le donne vengono sottoposte a un ciclo di prostaglandine, condizione farmacoterapeutica conosciuta benissimo da decenni, soprattutto fra le pazienti di altri paesi come nel Sudamerica».
Dalla pillola alla fecondazione arrtificiale. Sull'altro delicato argomento, che poche settimane fa aveva suscitato le ire del cardinale di Genova e posto sul tavolo dell'assessore Montaldo il caso del cattolico Galliera, ieri ha parlato anche il direttore sanitario del San Martino.
«Qualcuno ha lanciato l'idea di un grande centro unico a livello regionale - spiega Paolo Elia Capra - noi siamo pronti ad ospitare un equipe di livello nel nostro padiglione di ginecologia, dove già esiste un team di due medici, tre biologi, tre infermieri e due tecnici, che si occupano stabilmente di fecondazione assistita. Il San Martino opera 150 interventi all'anno, il Galliera circa 220, mentre il fabbisogno regionale è di quasi 500 cicli l'anno. Come nosocomio siamo in grado di potenziare personale e infrastrutture, con un costo contenuto in mezzo milione di euro, per coprire il totale degli interventi. Quello che conta è fornire un alto livello di qualità di prestazione sanitaria. Che poi venga realizzato anche al Galliera o soltanto da un centro di eccellenza o da un ospedale soltanto con vari centri satellite non sta certo a me stabilire quale modello scegliere». Anche Nicola Ragni conferma la posizione del direttore sanitario e aggiunge: «Il reparto di ginecologia è pronto a potenziare, come unico centro ligure di eccellenza, l'equipe e le infrastrutture dedicate alla fecondazione assistita. Credo, tuttavia, che sarebbe opportuno procedere anche realizzando centri satellite da Imperia a La Spezia, dove affrontare il primo livello di difficoltà».
L'edificio del padiglione due del San Martino, oltre 3600 metri quadrati distribuiti su quattro piani, è stato ristrutturato con un investimento di circa tre milioni e mezzo di euro, finanziati in parte dal ministero e per oltre un milione di euro dall'azienda ospedaliera genovese. Nel 2005 i parti vaginali sono stati duemila, i tagli cesarei 721. Al piano terra c'è il pronto soccorso ostetrico e ginecologico, attivo 24 ore su 24. L'area di degenza, al primo piano, ospita 28 letti di ostetricia e 29 culle: le camere sono attrezzate in modo da permettere al neonato di rimanere sempre accanto alla madre. Il secondo piano ospita il blocco travaglio, con una sala operatoria e tre sale parto, e il centro nascita alternativo, dove vengono accolte le mamme con una gravidanza perfettamente sana e l'ambiente è simile a quello domestico. Si può scegliere anche il parto in acqua. Sono stati recuperati ampi spazi dove è stata realizzata la palestra per la ginnastica prenatale e i corsi di preparazione al parto.