Il San Martino esporta una terapia contro la polmonite «da corsia»

Fabrizio Graffione

Una nuova terapia nel trattamento delle polmoniti acquisite in ospedale è stata sperimentata per la prima volta al San Martino e presentata, lo scorso dicembre, in anteprima mondiale, al prestigioso congresso sugli antibiotici che si è tenuto a Washington cui hanno partecipato 14mila medici e biologi provenienti da decine di paesi.
A scoprire l'efficacia della combinazione di levofloxacin e ceftazidime, in un trial di circa tre anni, è stato un team di giovani medici e biologi, Matteo Bassetti, Elda Righi, Stefania Mannelli, Antonio Di Biagio, Raffaella Rosso, Roberta Fasce, Franco Bobbio, Luigi Zona, tutti al di sotto dei 40 anni, in collaborazione con lo scomparso «mago» degli antibiotici Dante Bassetti, Franco Bobbio Pallavicini, Renato Spaziante e Federico Marchetti. A parlare e rispondere alle domande dei colleghi al convegno Usa sono stati Matteo Bassetti e il direttore della clinica universitaria di malattie infettive Claudio Viscoli.
«Abbiamo dimostrato - spiega Bassetti - che la combinazione di 500 milligrammi di levofloxacin somministrati due volte al giorno con sei grammi di ceftazidime somministrati tre volte al giorno è clinicamente e microbiologicamente efficace nel trattamento della polomonite ospedaliera gram negativa. I farmaci, inoltre, sono ben tollerati dai pazienti e non producono grossi effetti collaterali. Ci stiamo quindi preparando alla pubblicazione dello studio su una prestigiosa rivista specializzata internazionale».
Circa il cinque per cento dei ricoverati in ospedale ogni anno viene colpito da un'infezione. Di queste, quella più complessa è proprio la polmonite. La metà sono pazienti che si trovano nel reparto di rianimazione, cioè sottoposti a ventilazione assistita. In particolare, soltanto al San Martino, le statistiche indicano circa cento casi all'anno.
«Si tratta di una complicanza - continua Bassetti - purtroppo molto frequente nei soggetti che hanno già patologie o traumatologie gravi. Quindi si è reso necessario la valutazione della nuova terapia per valutare la percentuale di risposta. Dopo il via libera dal comitato etico, che ha preventivamente valutato l'intuizione del nostro team, abbiamo somministrato, in diversi pazienti in periodi e mesi differenti, la combinazione dei due antibiotici. La durata della terapia è stata, in media, di un paio di settimane e i pazienti sono stati equamente suddivisi in uomini e donne dai 60 ai 70 anni. Il 59 per cento aveva acquisito la polmonite a causa della ventilazione assistita. I patogeni isolati sono stati la P. aeruginosa per oltre il 50 per cento dei pazienti, K. pneumonia, Serratia marcescens, Acinetobacter baumanii. La terapia ha avuto successo, dal punto di vista microbiologico, in quasi il novanta per cento dei casi».
La sperimentazione è stata affiancata anche dal contributo di un'importante azienda farmaceutica internazionale.
«Il nostro poster sui risultati ottenuti al San Martino - dice Bassetti - ha riscontrato un notevole interesse da parte dei colleghi intervenuti a Washington. Anche se il nostro preliminare successo è importante ed è stato riconosciuto a livello mondiale, i dati devono essere confermati da altri studi randomizzati e controllati, quindi occorre realizzare ulteriori esperienze cliniche per confermare i nostri studi».