San Martino inaugura la nuova Tac Multislice

Siamo all'ospedale S. Martino, Unità operativa di neuroradiologia, ma non sembra. Un corridoio nuovo e pulito. Profumo di fiori. E non ci sono i soliti tristi colori tipici dei reparti, ma il pavimento è di un blu intenso e le pareti azzurre. Gli spazi, abbastanza angusti, in pochi minuti si popolano di una folla di «camici bianchi» tra cui si fanno strada Gaetano Cosenza, direttore dell'Azienda Ospedaliera Universitaria «San Martino» di Genova, e Claudio Montaldo, assessore regionale alla Salute. È tutto pronto per il «taglio del nastro» bianco rosso verde: sta per essere inaugurata la nuova Tac Multislice e Risonanza Magnetica, che sarà un importante potenziamento della strumentazione diagnostica già in dotazione al reparto. E mentre il cappellano, Padre Mauro, cerca di attirare l'attenzione dei presenti per una preghiera ed un breve momento di raccoglimento, qualcuno scherza sul fatto che «ci sia proprio bisogno di una benedizione».
Entriamo nelle stanze che ospitano l'angiografo digitale, apparecchiatura all'avanguardia e che fornisce un ulteriore vanto per la neuroradiologia di «San Martino» che già oggi rientra nei primi cinque centri italiani di riferimento, ed incontriamo Lucio Catellan, direttore dell'Unità operativa di neuroradiologia, che si dice molto soddisfatto di aver raggiunto quest'obiettivo che permetterà «una maggiore qualità e velocità degli esami e nuove possibilità di studi scientifici e funzionali nel campo delle malattie cerebro-vascolari». L'apparecchio, unico in Liguria, consente di acquisire due serie angiografiche contemporaneamente e di ottenere ricostruzioni tridimensionali delle arterie esaminate senza bisogno di ricorrere alla tecnica più invasiva, fino ad oggi utilizzata, che prevedeva l'iniezione, tramite un piccolo catetere, del mezzo di contrasto nell'arteria da analizzare.
L'angiografo è già funzionante: si effettuano circa 40 esami al giorno ed il tempo necessario è di circa trenta minuti a paziente (con il metodo tradizionale occorreva da mezz'ora fino a due o tre ore). Il medico può osservare «in tempo reale» la situazione del malato, refertare immediatamente l'esame e, tramite una rete che collega tutto l'ospedale, rendere visibili i risultati ad altri specialisti. Grazie anche a quest'apparecchiatura potranno essere curati gran parte dei pazienti liguri con emorragie cerebrali da rottura di aneurismi o malformazioni vascolari che verranno trattati direttamente per via endovascolare e non più con l'intervento neurochirurgico che prevedeva l'apertura del cranio.