San Michele, tutto scuola e cantina

Andrea Cuomo

Il marchio Lamborghini fa subito pensare alla velocità e al lusso, ma a chi ama il buon vino fa anche venire l’acquolina in bocca. Perché Ferruccio Lamborghini, l’industriale romagnolo che si mise a costruire automobili sportive per ripicca nei confronti di Enzo Ferrari, che lo aveva invitato a continuare a far trattori, aveva anche la passione per il buon vino. E nel 1971, poco prima di cedere la sua azienda-mito, acquistò la tenuta La Fiorita sul lago di Trasimeno, in Umbria. E qui fece impiantare vitigni locali e vitigni internazionali all’inizio soltanto per passione. Fu dopo qualche anno che il celebre marchio con il toro (segno zodiacale di Ferruccio), che fino ad allora aveva furoreggiato sui radiatori delle vetture, finì sulle etichette delle bottiglie.
Attualmente la Lamborghini vini è gestita dalla giovane Patrizia, figlia di Ferruccio, che ha dato una sterzata all’impostazione della filiera produttiva, riducendo seccamente la resa produttiva per ettaro e affidando la cantina alle sapienti mani di Riccardo Cotarella, forse il re degli enologi italiani. Mosse che hanno consolidato la fama di cui godono i vini Lamborghini non tanto in Italia quanto nel resto del mondo.
Trentadue gli ettari vitati della tenuta La Fiorita, dodici dei quali reimpiantati da poco. Il frutto sono due etichette, per un totale di circa 150mila bottiglie, entrambe di rosso. Il vino bandiera è il Rosso Igt Campoleone, da uve Sangiovese e Merlot fifty fifty vendemmiate tra metà settembre (Merlot) e inizio ottobre (Sangiovese) e maturate per dodici mesi in barrique di rovere francese e per dieci mesi in bottiglia. L’annata attualmente in commercio, la 2003, è davvero convincente: un rosso rubino pieno, con un corredo aromatico assai ricco, che spazia dai frutti rossi al cioccolato con una netta nota balscamica e una bocca all’altezza delle promesse. Un vino che se correttamente conservato può ambire a sfidare il tempo. Il prezzo, giusto, è di circa 30 euro, la reperibilità buona essendo la produzione di circa 40mila bottiglie. Fratello minore del Campoleone il Trescone, Rosso Igt da uve Sangiovese, Ciliegiolo e Merlot di più miti ambizioni: maturato per quattro mesi in botti di rovere francese ha al naso delicati profumi di frutti di bosco e un gusto di trama meno fine, ma comunque semplice e gradevole: con in più il pregio di un prezzo «under 10» (euro) e una massiccia presenza sul territorio (100mila bottiglie prodotte). Ultima nota per le etichette, semplici ma dalla linea asimmetrica che le rende taglienti e un po’ aggressive. Siamo o non siamo in Lamborghini?