San Nicola da Tolentino tra immagine e mistero

Dipinti e sculture dedicati al santo sono esposti fino all’8 ottobre al Braccio di Carlo Magno in Vaticano

Laura Gigliotti

Sono dipinti su tavola, su tela, sculture lignee e in marmo, terracotte, miniature, oggetti d’oreficeria, stendardi su seta, le opere esposte fino all’8 ottobre al Braccio di Carlo Magno in Vaticano nella mostra «Immagine e mistero: il sole, il libro, il giglio» (catalogo Federico Motta), dedicata all’iconografia di San Nicola da Tolentino (1245-1305) nell’arte italiana dal XIV al XX secolo. Dal trittico trecentesco di Allegretto Nuzi della chiesa di Sant’Agostino di Fabriano a una scultura lignea dell’inizio del Novecento. Opere che provengono da musei, chiese e privati, dall’Italia e da Avignone, Oxford, Dublino, New York. Una rassegna in certo senso atipica, che presuppone la conoscenza del linguaggio delle immagini, ma che si affida anche al linguaggio del cuore e della fede popolare. Perché «popolare» è San Nicola da Tolentino, il frate agostiniano che non ricoprì mai alcun incarico, preferendo trattare con la gente comune, come San Francesco o Sant’Antonio da Padova. Vissuto in un periodo di rinnovamento spirituale, che vide il fiorire degli ordini mendicanti, rigidissimo con se stesso e tollerante con gli altri, dedicò tutte le sue energie all’apostolato, alla promozione della giustizia, all’assistenza ai malati e ai bisognosi. A Tolentino dove rimase 30 anni aveva attrezzato una specie di Caritas a cui facevano capo gli aiuti da distribuire ai poveri. Una ventina d’anni prima della canonizzazione avvenuta nel 1446, in quella summa di arte e fede che è il «Cappellone» di Tolentino, Pietro da Rimini lo rappresenta con l’aureola, già santo. Organizzata in occasione del VII centenario della morte, la mostra si articola in tre sezioni che ricostruiscono la storia dell’immagine del santo nei secoli sulla base dei documenti, il processo, la vita scritta da un confratello, gli affreschi del «Cappellone». A opere di maestri indiscussi (una predella attribuita al giovane Raffaello, un magnifico ritratto del Guercino, la Madonna col Bambino e santi ordinata nel 1500 al Perugino) si affiancano quelle di valore devozionale di artisti meno noti, ma ugualmente significative.

Braccio di Carlo Magno, piazza S. Pietro, Vaticano. Orario: 10-19 lunedì e giovedì, 10-20 venerdì, sabato e domenica, 13-19 mercoledì, chiuso martedì. Fino al 9 ottobre. Tel. 06-3236711.