San Paolo, a lezione di make-up «Con il trucco giusto le pazienti affrontano meglio la chemio»

Preparare la pelle, idratarla, nutrirla. E «massaggiarsi il volto con entrambe le mani» avvertono i visagisti. Perché questo è un momento di coccole. Ma è solo l'inizio. Poi si impara a disegnare (sopracciglia, occhi, contorno labbra), a colorare (palpebre, zigomi, bocca), a stemperare (ombretti, fard, ciprie), a correggere (macchie, imperfezioni, ombrosità). Infine il ritocco, si toglie l'eccesso, si aggiunge luce, si passa un velo di lucidalabbra. Non è il backstage di una sfilata, nemmeno il dietro le quinte di uno spettacolo. Siamo all'ospedale San Paolo, reparto oncologia. E le donne che escono trasformate dal maquillage hanno già accusato i postumi della chemioterapia. Ovvero pelle spenta, perdita di capelli, sempre meno ciglia e sopracciglia. Questa seduta di trucco è per loro.
«Vogliamo far capire alla donna che non è sola e non esiste solo la sua malattia» dice il chirurgo Giacomina Moro che è anche la senologa che ha richiesto i laboratori di trucco per le sue pazienti. L'iniziativa è possibile grazie a un progetto collettivo di responsabilità sociale, «La Forza e il sorriso». Le case cosmetiche che aderiscono all'Unipro, l'associazione che riunisce le imprese di cosmesi italiane, offrono i prodotti agli ospedali, alle associazioni e alle onlus che ne fanno richiesta. A Milano sono due gli ospedali pubblici che hanno aderito, il Sacco e il San Paolo, oltre allo Ieo e all'associazione Attivecomeprima.
«In Lombardia siamo entrati in dieci ospedali e in tutta Italia in una trentina, oltre che in 26 Paesi all'estero- precisa Pierangelo Cattaneo, presidente dell'associazione - Lo scopo è quello di innalzare l'autostima delle pazienti in un momento critico. Molti studi dimostrano che un atteggiamento ottimistico aiuta nel decorso della malattia». L'associazione nasce negli Stati Uniti nel 1989 con il nome «Look Good… Feel Better» grazie a un oncologo americano che decise di ascoltare le reazioni di sfiducia delle sue pazienti.
I laboratori del San Paolo all'inizio avranno cadenza mensile (si spera di arrivare a due), saranno su base volontaria, aperti a un massimo di 6-8 pazienti a seduta, e potranno essere prenotati telefonicamente. A gestirli due esperti visagisti, Francesco Martina e Giuditta Mereu, entrambi volontari. Dietro le quinte una psicoterapeuta, Vera Mariani, che aiuta comporre il gruppo. «Sono presente-assente - spiega - perché questo è un momento giocoso». Una volta terminata la seduta di trucco le donne ricevono in regalo il beauty con i prodotti di bellezza.
«Questo progetto aiuta a distrarre, a cancellare quello che io chiamo il tarlo della mente - aggiunge Paolo Foa, direttore dell'unità di oncologia medica dell'ospedale - fa parte dell'evoluzione delle terapie oncologiche, oggi molto più accettabili e rispettose del malato».
Fra i prossimi obiettivi della «Forza e il sorriso» quello di coinvolgere più ospedali nelle regioni del Sud e di avviare un progetto analogo anche per gli uomini. Perché, come dice lo slogan, «Farsi belli è sentirsi meglio». E a volte basta poco. Non certo per vanità, s’intende, ma per affrontare un cambiamento del proprio aspetto con un tocco di psicologia.