San Patrignano in mostra tra i «signori» del design

Per loro il lavoro «è un modo di appassionarsi alla vita». E se già il lavoro è una ricchezza di per sé, questo è sicuramente un valore aggiunto. A dirlo sono i ragazzi di San Patrignano. I 1500 giovani «in percorso» che dopo qualche anno di stand by anche in qualche angolo remoto della vecchia fiera, quest’anno al Salone di Rho si sono giustamente guadagnati una bella postazione tra i signori del design.
Oggetti di design con finiture manuali. Questa era l’incredibile sfida che si erano messi in testa a San Patrignano. È nata come sempre accade per le cose migliori in modo casuale. L’hanno vinta.
Mobili, oggetti, tappeti, hanno tutte lavorazioni o decorazioni. Trame di tessuti in cui si intrecciano vite che vogliono guardare avanti. Finiture preziose in foglie d’argento e di bronzo per ritrovare il valore del sé. C’è qualcosa di speciale in questo piccolo pezzo di Fiera. Ma sta ben nascosto dietro dei pezzi di design che non hanno nulla a che invidiare a tutti gli altri.
A San Patrignano ci sono 57 attività diverse, come ci spiegano con pazienza all’affollato stand. A coordinare le quali da qualche anno c’è un gruppo di giovani architetti che hanno regalato un briciolo della loro esperienza per realizzare questi prodotti dalle finiture manuali. Quasi pezzi unici. Anzi, senza quasi. Sicuramente belli. Le finiture ormai non le insegna più nessuno a questi ragazzi che stanno ricreandosi un futuro. Sono diventati degli esperti e nascono dalle loro stesse idee.
D’altronde a San Patrignano c’è dalla falegnameria ai telai manuali, con i quali ad esempio sono stati creati i tessuti per ricoprire le nuove poltrone presentate in quest’ultima Fiera. Telai come quelli di una volta che per caricarli - ci spiegano allo stand - ci vuole anche un’intera giornata. E se i primi apprezzamenti per questi oggetti ci sono stati dall’estero ora anche in Italia la rispondenza è parecchia. E non è solo semplice curiosità. Questa roba piace e si vende. Perché il livello è alto: quello dei mobili ma ancor di più quello dell’iniziativa.