Dal San Raffaele agli Usa per «fare impresa»

Due giovani neolaureate del San Raffaele con un grande sogno: dar vita in Italia a un progetto imprenditoriale che dia loro la possibilità di sviluppare le proprie idee. Sono Micol Macellari e Elisabetta Capezio che, grazie al programma Fulbright-Best e alla collaborazione dell'ambasciata degli Stati Uniti, sono partite per l'università di Santa Clara, in California. Ci resteranno sei mesi per seguire lezioni di marketing, finanza, economia e leadership, e per svolgere uno stage in una delle aziende della Silicon Valley. L'obiettivo, come ha spiegato l'ambasciatore americano Ronald Spogli, è insegnare alle nuove generazioni come si fa impresa negli Usa, per permettere loro, una volta tornate in Italia, di mettere in pratica ciò che hanno imparato. «Siamo arrivate da pochi giorni - spiega Micol Macellari, 24 anni, di Voghera e laureata in Biotecnologie - ma ci siamo subito immerse nella realtà americana. Questo progetto è importante perché ci permette di acquisire strumenti e know how per realizzare in Italia le nostre idee». Le due ricercatrici sono state selezionate da una speciale commissione. Per aderire all'iniziativa ogni partecipante ha dovuto presentare il progetto di creazione di un'impresa a partire da una ricerca scientifica. «Quelle di Micol e Elisabetta - chiarisce Daniela Bellomo, docente del San Raffaele e coordinatrice del progetto - sono state sviluppate da ricercatori della nostra università e poi brevettate dal nostro ufficio». Un particolare fondamentale visto che, in campo biotecnologico, senza brevetto non è possibile costruire un'azienda. «Il progetto che ho presentato è stato sviluppato da Francesca Blasi - racconta Elisabetta Capezio, 24enne di Potenza laureata in Biotecnologie - e consiste nella scoperta di particolari molecole in grado di limitare il processo di metastasi, e quindi di impedire la diffusione dei tumori». «La mia idea - prosegue Micol Macellari - è stata invece sviluppata da Marco Bianchi e si basa sulla scoperta di una proteina che ha la capacità di rigenerare i tessuti miocardici dopo l'infarto». Progetti importanti, dunque, che proprio grazie a questa esperienza negli Usa potrebbero avere un futuro in Italia.
Il progetto prevede anche seminari e conferenze nelle università di Stanford e Berkley, e alla Silicon Valley Start-Up Association. La borsa di studio è integralmente finanziata da imprese italiane, attraverso il coordinamento di Confindustria.