San Raffaele, il consiglio dà l’ok all’offerta Rotelli

Ore decisive per il San Raffaele: la cordata Ior-Malacalza ha tempo fino a mezzogiorno per pareggiare l’offerta - 405 milioni di euro - presentata dal gruppo di Rotelli, se vuole tenersi l’ospedale fondato da Don Verzè. Altrimenti, il re della sanità italiana avrà partita vinta.
Ieri, infatti, la sua offerta ha ricevuto l’ok dal cda della Fondazione San Raffaele: ma «mai dire mai», ha commentato, prima di infilarsi in auto, Vittorio Malacalza. Che, almeno finora, ha lasciato intendere di non voler mollare la presa: ma forse il suo alleato, l’Istituto per le opere di religione, non ha le stesse intenzioni. Ieri, il vicepresidente Giuseppe Profiti, che siede nel consiglio del San Raffaele proprio in quota della banca vaticana, non si è voluto sbilanciare, anzi, sorridendo, ha riecheggiato le parole dell’imprenditore genovese: «Mai dire mai». Ma per lui «l’importante era far capire il valore di questa struttura - ha aggiunto - oggi c’è un investitore, l’ospedale è salvo, la missione è compiuta».
Le stesse parole che Profiti aveva detto subito dopo il rilancio record di Rotelli: allora, qualcuno le aveva lette quasi come una dichiarazione di resa, di fronte a una cifra così impegnativa.
Anche se il diritto di prelazione consente alla cordata Ior-Malacalza di limitarsi a eguagliare l’offerta concorrente, senza bisogno di superarla. Ma si tratta pur sempre di mettere sul piatto altri 155 milioni di euro cash, rispetto ai 250 milioni offerti all’inizio. E proprio l’entità della cifra ha avuto il suo peso nelle valutazioni del cda del San Raffaele, che ieri ha esaminato l’offerta di Rotelli: «La proposta - ha spiegato Profiti - è stata ritenuta ammissibile, abbiamo esaminato alcune irregolarità formali che tuttavia non minano la sostanza dell’offerta, anche in considerazione dell’importo».
L’ospedale fondato da Don Verzè ha debiti per un miliardo e mezzo di euro: la proposta Rotelli - che un pool di banche sarebbe pronto a garantire - prevede anche di accollarsi i più urgenti, come le liquidazioni e il Tfr dei dipendenti e i mutui sugli immobili. «L’ospedale andava salvato ma non per essere tenuto, ma perchè come si è sempre detto è un patrimonio che andava custodito nell’interesse generale del Paese», ha concluso Profiti.
In attesa di una decisione che potrebbe arrivare all’ultimo minuto, c’è chi si dichiara soddisfatto, comunque vadano le cose: è il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Sono «soddisfatto - ha detto - perché c’è stata una offerta a crescere» da parte del gruppo di Giuseppe Rotelli rispetto al piano Ior - Malacalza e sottolinea che «si tratta di realtà che danno entrambe garanzie importantissime sia dal punto di vista finanziario sia per la capacità di gestione». Tanto più che l’offerta di Rotelli «dimostra che il San Raffaele è una realtà molto importante di eccellenza che ha curato i cittadini lombardi e di altre regioni. Un patrimonio anche di capacità professionali da non disperdere».
In ogni caso, oggi ci sarà un nuovo cda, a cui toccherà decidere chi sarà il nuovo proprietario della struttura fondata da don Verzè.