Il San Raffaele «guarito» ridà i soldi ai dipendenti

Superata una situazione sull'orlo del collasso l'ospedale-eccellenza restituisce i tagli di stipendio E chiude la vertenza che ha tenuto banco per mesi

I bilanci migliorano? E l'azienda restituisce i soldi ai dipendenti. È una delle vertenze più dure, lunghe e controverse a cui si sia assistito negli ultimi anni. Parliamo del San Raffaele, l'ospedale fondato da don Verzé e comprato nel 2012 dal Gruppo San Donato in situazioni economiche disastrose, con una perdita di 65 milioni di euro, in mezzo a vicende giudiziarie difficilissime. Grande la paura tra i lavoratori quando saltarono fuori i primi numeri della voragine: quattrocento esuberi allora stimati tra infermieri, ausiliari e personale amministrativo (su un totale di tremila dipendenti del comparto).

In cambio dell'assicurazione che nessuno sarebbe stato licenziato, che sarebbero cioè stati salvati tutti i posti di lavoro, nel 2013 si arrivò a un accordo pesante: per tutti i tremila dipendenti arrivò un taglio del 9 per cento sulle parti accessorie della busta paga (superminimo e indennità), parametrato in base alla retribuzione, così da colpire meno gli stipendi più bassi (e non toccare la cosiddetta “parte alta” della busta). Con una clausola importante: una volta risanati i conti e riportati i bilanci in pareggio, si sarebbe rivisto l'accordo, con l'obiettivo di riconsiderare i tagli e premiare i lavoratori.

Adesso arriva la buona notizia, o almeno l'ipotesi di buona notizia. Due anni dopo l'intesa del 2013, in attesa del bilancio di chiusura del bilancio 2014 attesa per la fine di maggio, si va verso un nuovo accordo: il Gruppo San Raffaele è pronto a restituire quasi il 50 per cento del denaro che era stato decurtato dalle busta paga nei momenti più neri della storia dell'ospedale. Un ripristino in proporzione alle decurtazioni, che sugli stipendi vale un milione e 700mila euro lordi l'anno. Un piccolo ritocco è in arrivo anche sul ticket giornaliero per la mensa. Inoltre, a giugno sarà garantito ai tremila dipendenti del gruppo un premio di produttività pari a 375 euro lordi a testa una tantum .

All'intesa, che sarà sottoposta al vaglio dell'assemblea dei lavoratori, anche se resta la contrarietà dell'Usb, il sindacato di base, sono orientativamente favorevoli la stragrande maggioranza delle sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil, Fials e Usi. Commenta la Fp Cgil milanese: «Sono passati due anni esatti dall'accordo che salvò i posti di lavoro e con il quale i lavoratori hanno contribuito a salvare l'ospedale dalla gravissima crisi in cui versava. In questo lasso di tempo i lavoratori hanno fatto sacrifici salariali, contribuendo comunque con il loro impegno quotidiano a mantenere l'ospedale sugli standard di eccellenza che gli vengono riconosciuti». Così la restituzione promessa diventa anche un riconoscimento delle difficoltà sopportate in questi anni.

L'opera di risanamento è stata importante: il San Raffaele è passato da una perdita di 65 milioni nel 2012 a una perdita di 4 milioni nel 2013. Nel bilancio di chiusura in arrivo la perdita si è ridotta fino ad arrivare all'incirca intorno a meno un milione di euro. Non è ancora un pareggio di bilancio, ma il traguardo sembra a portata di mano. E nell'attesa, azienda e sindacati sono pronti a concordare un primo, tangibile riconoscimento negli stipendi dei dipendenti.