A San Remo anche canzoni in dialetto Zaia: "Rotto un tabù dopo 60 anni"

Saranno ammesse anche canzoni in
dialetto alla sessantesima edizione del festival di Sanremo che si
aprirà il 16 febbraio 2010

Sanremo - Crolla un antico tabù. Saranno ammesse anche canzoni in dialetto alla sessantesima edizione del festival di Sanremo che si aprirà il 16 febbraio 2010. Nell’articolo 6 del nuovo regolamento, il comma a impone la "lingua italiana", ma precisa che "si considerano appartenenti alla lingua italiana, quali espressioni di cultura popolare", anche le "canzoni in lingua dialettale". "In barba alle cornacchie e agli elegantoni della lingua, il più importante Festival della canzone si apre alle lingue materne, rompendo un tabù vecchio di 60 anni - ha commentato il ministro delle politiche agricole, Luca Zaia - ne sono felice". 

La Lega esulta "Una lingua è tale quando diventa non solo veicolo di comunicazione, ma anche strumento di espressione - ha commentato Zaia - in tante regioni e province italiane il dialetto è utilizzato per parlare in famiglia, con gli amici, per rivolgersi al parroco, al medico o per chiedere un’informazione. Da sempre, nelle osterie e nelle feste popolari grandi e piccole delle regioni italiane, si canta nei diversi dialetti. Esistono Festival, teatrali o musicali, interamente pensati e costruiti in lingua materna che attirano migliaia di turisti ogni anno". Che oggi sia finalmente permesso cantare a Sanremo in lingua materna, secondo Zaia, "è un passo importante per la valorizzazione di queste lingue che è sempre stata, per noi della Lega, molto più che una provocazione. A differenza di quanto hanno sostenuto e sostengono ancora oggi certi passatisti, scandalizzati dall’idea di aprire le scuole e la Rai agli idiomi del territorio, la lingua è un corpo vivo. Tutelare quelle materne - ha, infine, concluso il ministro - significa ravvivare ogni giorno, con orgoglio, la memoria, la cultura, la storia dei singoli territori. Significa difenderne l’identità".