San Sebastiano a palazzo Rosso

I ripensamenti, le parti fatte dal maestro o dalla bottega, il gioco di variazioni: è una mostra di filologia nella storia dell’arte quella sui San Sebastiano di Guido Reni (1575-1642), «Il tormento e l’estasi», fino al 20 gennaio a Palazzo Rosso. La mostra, presentata ieri dal sindaco Marta Vincenzi, raccoglie cinque tele che raffigurano il martirio di San Sebastiano, un tema caro tra Rinascimento (basta pensare a Piero della Francesca) e Barocco. I quadri arrivano da musei come il Prado, la Pinacoteca capitolina o il Museo de Arte de Ponce di Puerto Rico. «Siamo riusciti a raccogliere per la prima volta tutti i San Sebastiano di Reni esposti nei musei pubblici - ha spiegato il direttore dei musei di Strada nuova Piero Boccardo, curatore della mostra insieme a Xavier Salomon - Le opere ebbero fortuna diversa. Stendhal racconta che furono tolti dalle chiese di Roma perchè facevano innamorare le bigotte. Se ne innamorò Oscar Wilde e lo scrittore giapponese Yukio Mishima tanto che ancora oggi case editrici giapponesi ci chiedono i permessi per la riproduzione del San Sebastiano di Palazzo Rosso».
La mostra al secondo piano di palazzo Rosso, che nei prossimi mesi potrebbe arricchirsi di una sesta tela proveniente dall’Aukland Art Gallery neozelandese, è stata realizzata con la collaborazione di Palazzo Ducale e sponsorizzata dal Gruppo Boeri. La mostra andrà poi alla Dulwich Picture Gallery di Londra.