San Siro adesso si affaccia su piazzale Angelo Moratti

C’erano tutti: da Massimo a Gianmarco, da Letizia alla Grande Inter

Si sarebbe divertito a sentire i suoi «ragazzi», oggi coi capelli brizzolati, prendersi in giro come facevano negli spogliatoi. «Come va il ginocchio dopo l’operazione? Se Figo non gioca, puoi sostituirlo tu domenica?». E giù battute e sfottò, tra le vecchie glorie Sandro Mazzola, Luis Suarez e Angelo Domenghini, che insieme hanno vinto (tra l’altro) quattro scudetti e la coppa dei Campioni in maglia nerazzurra. C’erano loro, Spartaco Landini - detto «il cameriere» perché la palla sì che la sapeva servire -, poi Javier Zanetti (l’attuale capitano), Mario Corso, Aristide Guarneri, Gianfranco Bedin. I vecchi campioni venuti a festeggiare l’industriale ma soprattutto presidentissimo della Grande Inter Angelo Moratti, scomparso nel 1981, a cui da ieri è dedicato il piazzale davanti allo stadio di San Siro. I milanisti rosicheranno un po’, «anche il presidente Silvio Berlusconi, perché ha questo “difetto” di essere ancora vivo, ma nel momento sventurato della sua scomparsa potremmo dedicargli l’uscita dallo stadio, così si entrerà interisti e si uscirà milanisti», ha scherzato l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, con la fascia da sindaco presa in prestito da Letizia Moratti che ha voluto essere presente alla cerimonia solo come moglie di Gianmarco Moratti, sul palco insieme agli altri figli Massimo, Adriana, Bedy e Gioia (assente solo Natalino perché malato).
«È un giorno particolare per tutta la nostra famiglia - ha ammesso il patron dell’Inter Massimo Moratti -, è sempre una grande emozione ricordare papà e ancora più commovente oggi (ieri, ndr) perché è il giorno del suo compleanno, che solitamente festeggiavamo tutti insieme. Il ricordo più bello e più simpatico è quello dei ragazzini che ci circondavano quando arrivavamo allo stadio per chiederci i biglietti, e con quei biglietti magari ci campavano una settimana». Nessun conflitto d’interessi per il sindaco, ci tiene a ribadirlo Sgarbi, perché «Letizia mi ha confessato che Angelo Moratti è stato l’unico uomo da cui si è lasciata consigliare per le scelte fondamentali in campo lavorativo, dunque se oggi è il nostro primo cittadino è in parte anche grazie a lui». Che anche dall’alto, probabilmente, ha continuato a influire sulle scelte della nuora. Il sindaco lo ha ricordato come «esempio di forza, generosità e rettitudine».
Un grande onore, sottolinea invece Bedy Moratti, «che il nome di papà sia davanti alla vera cattedrale del calcio». Luis Suarez non dimenticherà mai «la felicità di Angelo quando abbiamo vinto la prima coppa dei Campioni contro il Real Madrid. Massimo? Sta percorrendo la strada del padre e a mostrare la stessa sensibilità». Sandro Mazzola lo ricorda come «il primo presidente così innovativo nel calcio». E sorride ancora pensando al contratto da 19 milioni di lire che gli strappò per il primo ingaggio: «Quando entrai nel suo ufficio mi tremavano le gambe. Da lì a casa credo di aver fatto il percorso più veloce di tutta la mia carriera da calciatore».