«San Siro è casa nostra Un valore inestimabile»

L’ad Cefaliello: «Proprietari o no, i lavori per la sicurezza vanno fatti comunque. Lo chiedono Governo e Uefa per una finale europea»

Alfonso Cefaliello è amministratore delegato per conto Milan del Consorzio San Siro 2000. Ha seguito fin dalla nascita tutte le trattative per la cessione dello stadio ai due club. Questo il suo commento al termine della riunione preliminare di ieri mattina a Palazzo Marino: «Un incontro positivo, un rinnovato dialogo con il Comune. Per la prima volta si sono riunite attorno a un tavolo tante funzioni. Credo che questo rinnovato slancio da parte dell’amministrazione comunale sia dovuto a un ragionamento semplice: cosa diventerebbe San Siro senza Inter e Milan?
Queste le sue risposte alle sei domande parallele:
1) «Perché siamo Milan e Inter e garantiamo al Comune quello stadio vissuto come è giusto che sia. E poi anche perché, solo per il fatto di disputare a San Siro delle partite di calcio, assolviamo a una funzione sociale».
2) «Certo».
3) «Mi risulta che le soluzioni che abbiamo suggerito per l’area attorno a San Siro siano di gran lunga migliori di quelle precedenti che prevedevano un Palazzetto dello Sport. Quello che esiste ora attorno a San Siro non è esattamente quello che dovrebbe esserci attorno a uno stadio di calcio».
4) «Gli interventi dobbiamo farli a prescindere, li ha chiesti l’Uefa per poter organizzare una finale di campionato europeo, li ha chiesti il ministro dell’Interno per mettere in sicurezza lo stadio. Potremmo farli oggi a scomputo o domani come proprietari. Ma sono interventi che comunque non possono essere ignorati in termini valutativi nella trattativa sulla cessione di San Siro».
5) La valutazione è un fatto puramente tecnico e l’entità delle opere da svolgere lo dimostra. Siamo vicini alla valutazione fatta da Pirelli Re e cioè circa 35 milioni di euro. Ci sono interventi nell’area che si protrarranno per un anno e in prospettiva non si può escludere che ce ne siano altri. Ma è tutto molto aleatorio: come si può valutare un monumento che sentiamo come casa nostra?
6) Uno stadio nuovo? Prendo in considerazione gli ultimi che si sono costruiti in Portogallo per organizzare gli Europei, circa 120 milioni di euro, quelli precedenti costruiti per il mondiale giapponese, circa 200 milioni di euro, e il faraonico impianto di Wembley, 400 milioni di euro. Credo che dipenda molto da cosa si desideri debba rappresentare il nuovo stadio. Fra la soluzione portoghese e quella inglese ci sono molte valide alternative».