San Vittore: benzina sotto le auto di tre agenti

Terrorismo o gesto isolato: la Digos indaga sull’attentato

Terrorismo o atto vandalico: per il momento gli investigatori non si sbilanciano e seguono tutte le piste per individuare chi abbia tentato di dar fuoco alle auto di tre agenti penitenziari davanti San Vittore. Tentativo peraltro maldestro: benzina e un bengala come innesco, ottenendo però solo molto fumo e niente arrosto.
L’allarme viene lanciato l’altra notte intorno all’1.30 in viale Papiniano 18, proprio davanti al muro di cinta del carcere. Un passante vede il fumo e chiama il 115. Arrivano i vigili del fuoco che non trovano nessun incendio, bensì il bengala che si sta spegnendo e una lago di benzina sotto le vetture. A questo punto interviene la Digos che accerta appunto come gli attentatori abbiano versato sei bottiglie di benzina (poi ritrovate vuote) e poi usato il bengala come innesco, senza riuscirci.
Un attentato presso San Vittore non può che lasciar pensare al peggio, anche perché proprio in queste ore sono arrivate da Padova due persone accusate di legami con le Brigate rosse. E due agenti presi di mira, lavorano al VI raggio, quello dei pedofili e dei politici. Il primo sospetto è dunque che gli attentatori abbiano schedato gli agenti e individuato le vetture, per altro prive di qualsiasi contrassegno identificativo. Ipotesi da brividi. Ma altri indizi lasciano pensare che possa anche essere stato un gesto isolato. Gli incendiari hanno infatti dimostrato una pessima preparazione «tecnico-militare», mentre qualsiasi esponente della cosiddetta area antagonista saprebbe sicuramente come mandare arrosto un’auto. Inoltre quel tratto di area spartitraffico è riservata al parcheggio solo di residenti, con tanto di adesivo sul cristallo, e al personale del carcere. Che non hanno elementi identificativi sulle auto e proprio per questo non posso essere confuse con le altre: insomma qualsiasi macchina «anonima» appartiene agli agenti.
A questo punto i sospetti sembrano convergere sul banale atto vandalico. Grave fin che si vuole, ma non legato al terrorismo. Gli investigatori stanno procedendo a tutti gli accertamenti del caso, a cominciare dalla consueta visione delle telecamere in zona, nella speranza abbiano ripreso i teppisti.