San Vittore e Opera, dopo l’indulto è già emergenza

Oggi fiaccolata leghista. Boni: «Stiamo con le vittime dei reati»

Sono milleduecento e dodici i reclusi di San Vittore. Dato aggiornato alle 17.10 del 28 novembre. Un anno fa erano centotrentaquattro di meno. Stesso leit motiv al carcere di Monza e a quello di Opera. Che vuol dire? «Che il numero di galeotti è oggi superiore a quello pre-indulto e che, quindi, quel provvedimento di clemenza ha portato solo lutti», spiega a muso duro il leghista Matteo Salvini.
Secondo l’esponente del Carroccio «la responsabilità ricade integralmente sui partiti e sui singoli parlamentari che hanno votato “sì” al provvedimento e che, in estrema sintesi, portano la responsabilità politica di quanto sta avvenendo nelle nostre città, più delinquenza e insicurezza». Difficile, in verità, stabilire quanti delitti in più abbia provocato l’indulto di cui hanno beneficiato poco meno di 27mila carcerati. Quel che è certo, tuttavia, sono i 7.180 ritornati dietro le sbarre, di cui 1.059 in Lombardia. Che, calcolatrice alla mano, significa un quattordici virgola sette per cento di delitti commessi nel territorio lombardo da indultati. «Alle settemila famiglie vittime della delinquenza qualcuno dovrebbe porgere le sue scuse» chiosa Salvini, mentre illustra la manifestazione leghista che oggi alle ore 17 partirà da piazza Sant’Ambrogio con destinazione il carcere di San Vittore «per dire no all’indulto» e, attenzione, «per illuminare con settemila lumini la facciata del penitenziario meneghino».
Un lumino uguale una vittima, rappresentazione scenica con la collaborazione dell’associazione vittime della violenza ossia «le famiglie che subiscono una tragedia e che vengono di fatto abbandonate dalle istituzioni, mentre i carcerati non solo beneficiano di assurdi sconti di pena ma hanno pure a disposizione psicologi, servizi e attenzione degli enti pubblici».
Denuncia siglata dai familiari vittime di un «provvedimento demenziale» e che è «fallito». «È impossibile riuscire ad accettare di vedere messo in libertà chi ha commesso dei reati», rimarca Davide Boni, capodelegazione della Lega in Regione Lombardia: «Per questo scendo in piazza sfilando a fianco dei familiari delle vittime, di chi è rimasto colpito da tragici eventi dolorosi e la cui voce rimane inascoltata anche quando reclama leggi certe».
Manifestazione di chi impotente assiste alla scarcerazione di delinquenti e, sorpresa, senza neppure veder risolto il problema del sovraffollamento delle carceri. Già, la capienza di San Vittore è al massimo di 582 detenuti. Oggi, ce ne sono 630 in più e pure compresi quelli che grazie all’indulto ha potuto nuovamente truffare, tentare omicidi, rubare e trafficare in droga.