A San Vittore il sovraffollamento è cronico Ma ai «politicamente corretti» va bene così

(...) Giacché il principio di base dovrebbe essere che la privazione della libertà personale è già una pena sufficiente E intanto si parla di depenalizzazioni dei reati più lievi, di pene alternative, di limitazione delle carcerazioni preventive e, come se non bastassero i disastrosi esempi del passato - ancora di indulti, condoni e amnistie.
Si parla, appunto, mentre proprio l’esempio di Bollate dimostra che la disponibilità di strutture moderne efficienti è la indispensabile premessa per fare della pena un'occasione per rieducare, come vuole la Costituzione (ma anche di giusta punizione come risarcimento sociale, aggiungiamo noi) e non di una disumana e inutile afflizione che tanto assomiglia alla tortura.
Non a caso utilizzata da qualche magistrato disinvolto come scorciatoia per ottenere confessioni e delazioni. Strutture penitenziarie nuove, dunque, dignitose e civili perché efficienti e funzionali. E anche perché dirette da personale preparato e intelligente. Avanti, perciò, con la cittadella della giustizia.
E in fretta, per quanto è possibile fare le cose in fretta in questo Paese, con la sua burocrazia vischiosa e la sua paralizzante rete di veti incrociati.