Una sana vecchiaia va preparata giorno dopo giorno

Invecchiare bene. A questo traguardo si può (qualcuno dice: si deve) arrivare razionalmente. Una sana vecchiaia, insomma, va programmata e costruita giorno per giorno. Il «lifting» - sempre più diffuso - non basta a risolvere i grandi problemi della salute. È inutile, e addirittura ridicolo, correggere il doppio mento se sta arrivando il Parkinson.
Di questi argomenti, molto attuali, si occuperà l’incontro che si svolgerà a Roma il 18 settembre e che avrà fra i suoi relatori il professor Nicolò Scuderi, direttore del Dipartimento di malattie cutanee nell’università di Roma «La Sapienza»; il professor Giovanni Spera, cattedratico di endocrinologia nella stessa università; Giovanni Scapagnini, professore associato di biochimica nell’università del Molise; il dottor Claudio Cavazza, vicepresidente di Farmindustria; don Verzè, fondatore dell’Università Vita-Salute e dell’ospedale San Raffaele.
In quella occasione verrà presentata «Clima», confederazione di quaranta società scientifiche, tutte interessate al problema dell'invecchiamento, e saranno chiamati a presentare i loro progetti rappresentanti dell’industria farmaceutica e dell’industria alimentare. Dice il professor Scuderi: «Bisogna contrastare la convinzione che la vecchiaia dipenda soltanto dal decadimento fisico. Non sono le rughe che devono spaventare, ma le patologie del cuore, del sistema nervoso, dello scheletro. L’osteoporosi, l’ictus, l’infarto. si possono spesso prevenire». Ha una grande importanza, in questo nuovo progetto, il corredo cromosomico, che deve orientare le scelte - per esempio - in tema di alimentazione. La dieta giusta (da scegliere caso per caso) aiuta molto a vivere a lungo ed in piena salute. Secondo molti relatori dell’incontro Anti-Aging, gli italiani trascurano questa componente fondamentale e vanno incontro, più o meno allegramente, a gravi patologie del cuore, delle arterie e della sfera neurologica. L’Alzheimer è in forte crescita nel mondo.
Nel quadro, molto complesso, di questa grande opera di prevenzione, vanno aiutate le difese dell’organismo: la carnitina, per esempio, ha dimostrato - e lo confermano ricerche condotte in Italia e all’estero - di supplire a varie carenze.
«Una nuova sfida ci attende: la cosmeceutica», afferma Claudio Cavazza ricordando l’impegno della ricerca Sigma-Tau nell’affrontare i disturbi metabolici. «Una cattiva produzione energetica - precisa- provoca danni a molti organi. Il nostro corpo va aiutato a produrre energia pulita con poche scorie. Troppe tossine alterano i processi fisiologici e sono alla base di gravi malattie anche degenerative. Rompere gli equilibri energetici può portare alla morte cellulare ed a patologie come l’ipertensione, l’obesità, il diabete. La sindrome metabolica ha effetti devastanti. La ricerca deve combattere l’accumulo di tossine ed indicare la strada di uno sviluppo armonico».