Sanabel: «Pronti al presidio fisso»

Continua senza risvolti la vicenda dei nove artisti palestinesi del gruppo «Senabel», bloccati nella capitale dal 24 luglio scorso a causa della decisione israeliana di chiudere il valico di Rafah, l’unico varco, salvo Israele, che rende possibile l’accesso alla striscia di Gaza.
A Fiumicino, il giorno del loro ritorno a casa, la compagnia aerea «Egypt Air» aveva negato loro l’imbarco e da allora, per i ragazzi, è cominciata un’odissea. Non un posto per andare a dormire, se non le spiagge del litorale, almeno per i primi tempi, sino a quando almeno, il comune ha voluto ricordarsi di loro, e ha deciso di fornirgli un alloggio. E poi niente cibo e niente più soldi, perché quelli che avevano li hanno dovuti spendere, senza aiuti, per riuscire a sopravvivere finché non si sono resi conto che della loro vicenda non voleva interessarsi nessuno. Sin dall’inizio hanno fatto il possibile per avere una risposta dalle istituzioni, ma il risultato, sino a ieri, è stato ancora una volta il silenzio assoluto. A rimanere zitti però, loro non ci stanno, anzi. E per sensibilizzare il più possibile, chi può fare qualcosa, hanno deciso di farsi sentire e soprattutto vedere. Così da ieri mattina si sono piazzati sotto la Farnesina, nella speranza che qualcuno gli dia un po’ più che un semplice ascolto, ma passi finalmente ai fatti. Perché i ragazzi sono stanchi e vogliono tornare a casa, riabbracciare i loro cari, le loro famiglie, rivedere le loro case. L’importante è fare in modo di ottenere il lasciapassare. In fondo, dicono, chiedono solo ciò che gli spetta. Che rimangano lì poi, non se ne parla neppure, tre giorni infatti, forse un contentino temporaneo, è quanto concessogli per la tendopoli sotto il ministero. La compagnia, intanto fa sapere che non si arrenderà, pronta anche ad uno sciopero della fame se le trattative in corso dovessero risolversi in un nulla di fatto.
Ieri mattina, intanto, una delegazione del gruppo ha incontrato un funzionario della segreteria del viceministro agli Esteri, Patrizia Sentinelli. In gioco la proposta che nei prossimi giorni un console italiano dell’area accompagni personalmente i ragazzi al valico.