Sanatoria per gli immigrati Doppio volto sulla politica estera

Quell’immagine di Bill fece epoca: da poco presidente, indossò gli occhiali scuri, e si mise a imitare i Blues Brothers suonando il saxofono; attorno a lui tanti attori gaudenti. Hollywood ha sempre fatto il tifo per i Clinton e fino a poche settimane fa Hillary era persuasa di poter contare sul sostegno, quasi unanime, delle star del cinema. Già, perché a parte pochi repubblicani come Sylvester Stallone, la Mecca del cinema vota a sinistra; un po’ per convinzione, un po’ per convenienza.
Anche quest’anno, ma ora il fronte non è compatto. E non è una buona notizia per Hillary, che può ancora contare su qualche bel nome, come Jack Nicholson (l’annuncio è di ieri) o il regista Ron Howard o lo scrittore John Grisham o sportivi del calibro di Magic Johnson; ma che da alcune settimane assiste a un esodo alla corte di Barack Obama.
Il caso più clamoroso è quello di Robert De Niro, che lunedì scorso, per la prima volta nella sua vita, ha accettato di parlare a un comizio elettorale; mostrandosi a fianco del senatore dell’Illinois. «Ha ragione chi sostiene che Obama non è abbastanza esperto per diventare presidente degli Stati Uniti», ha arringato la folla riunitasi nello stadio dei New Jersey Devils, la squadra di hockey di Newark. «Non era abbastanza esperto per votare in favore della guerra in Irak. E non è tutto - ha continuato De Niro - non è abbastanza esperto per permettere alle lobbies di continuare a condizionare il governo». Poi l’appello ai giovani: «So che molti di voi a ogni elezione non sanno per chi votare. Nessun candidato li ispira e alla fine preferiscono disertare le urne. Sapete cosa? Anch’io pensavo come voi, fino ad oggi». Un trionfo, a cui ha fatto seguito, poche ore dopo, quello del figlio di De Niro. A lui Obama ha affidato la regia di un video clip: s’intitola Yes We Can («Sì, si può») ed è interpretato da una ventina di star, tra cui Scarlett Johansson, Herbie Hancock, Karem Abdul Jabbar. Da 48 ore è in cima ai filmati più visti su You Tube, rilanciato da migliaia di blog.
E chi non canta telefona. Come consuetudine negli Usa alla vigilia del voto decine di volontari bombardano di telefonate gli elettori indecisi. Tra di loro protagonisti del piccolo e del grande schermo, produttori, registi sceneggiatori, che hanno accettato di trascorrere qualche ora attaccati alla cornetta. E chi non telefona organizza feste per raccogliere fondi, come le attrici Alfre Woodard o Tracee Ellis Ross (figlia della cantante Diana Ross).
«Tutti sono pronti a dare un contributo - spiega Fred Goldring produttore del video Yes We Can - talvolta non dobbiamo nemmeno chiamare, sono le stesse star ad offrirsi. Non ho mai visto nulla di simile. Ed è un movimento spontaneo». Certo, i Vip di colore sono in prima fila, ma accanto a loro sono sempre più numerosi, oltre ai bianchi, anche gli ispanici e persino gli asiatici, come l’americana di origine cinese Kelly Hu, resa famosa dai film X-Men 1 e 2, che ieri a San Francisco ha fatto campagna porta a porta. A Hollywood dilaga l’Obama-mania.

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