Sanesi, il traduttor dei traduttori folgorato da Eliot

Una mostra e un convegno per ricordare la personalità di Roberto Sanesi (1930-2001). Critico, scrittore, poeta, studioso di letteratura anglo-americana, critico d’arte, pittore. Il patrimonio di libri, carte, immagini, volumi lasciato dallo studioso merita di essere conosciuto. E lunedì all’Università di Pavia sarà inaugurata la mostra «Tra i libri e le carte di Roberto Sanesi» (fino al 21 giugno).
Sanesi ha cominciato a scrivere giovanissimo. Raccoglieva i suoi versi in quaderni manoscritti, li elaborava, li rifiniva. La passione per la letteratura inglese risale al 1948 (quando aveva solo 18 anni), in occasione dell’incontro con la poesia di T.S. Eliot. In quell’anno il poeta inglese aveva vinto il Nobel. Sanesi cominciò a leggerlo e da quel momento - come confessò in un saggio sulla rivista Aut Aut nel ’52 - da quel momento «lo lessi ogni sera, e non come gli altri poeti. Era il mio». Ne tradusse alcune raccolte, finché lo stesso Eliot gli affidò la traduzione della sua intera opera poetica, nel ’61. Con l’autore instaurò una lunga amicizia, testimoniata nella mostra da alcune lettere. Sono comunque altrettanto note le sue traduzioni da Milton, Blake, Dylan Thomas, Ginsberg.
Sanesi ha coltivato anche la sua passione per la scrittura creativa componendo poesie, prose narrative e testi teatrali. Ha avuto inoltre esperienze in campo editoriale, fondando nel ’57 le Edizioni del Triangolo e dirigendo - sempre negli anni Cinquanta - una collana per Guanda. Un’altra passione di Sanesi è stata la pittura che si è spesso manifestata con un originale incontro tra espressione figurativa e quella verbale. Sanesi ha infatti sperimentato poesie visive in cui le parole si confondono nel colore, fino ad annegare, scomparire e ridursi a un elemento pittorico come immagini astratte. «Io non dipingo, scrivo», afferma in un frammento del ’75.
L’amore per la pittura si è manifestato anche nei suoi saggi di critico d’arte, così come nella passione per raffinate illustrazioni di testi poetici. E forse proprio in questo ambito la mostra riserva i pezzi più interessanti: volumi realizzati in tiratura limitata, a volte copie uniche con interventi di mano dell’autore o di artisti contemporanei. Si tratta, ad esempio, di testi di Sanesi illustrati da pittori celebri: come un volume con litografie di Salvatore Fiume (realizzato in 110 esemplari); una raccolta di cinque poesie annotate a mano e con interventi originali di Arnaldo Pomodoro; una raccolta illustrata da Enrico Bay, acqueforti, xilografie, litografie, acquerelli e insolite linoleografie di Minako Saka.