«Sangue dei vinti: nervi saldi, io andrò avanti»

Sulla vicenda della fiction per Raiuno tratta da Il sangue dei vinti di Giampaolo Pansa, interviene il produttore Alessandro Fracassi. Nei giorni scorsi il Giornale ha rivelato le difficoltà, politiche e tecniche, che sta incontrando il progetto.

Caro direttore, ho letto i tre servizi dedicati da Michele Anselmi, sul Giornale, alla vicenda produttiva legata a Il sangue dei vinti. Devo dire, però, che non mi risultano intoppi di alcun genere né tantomeno, ad oggi, censure politiche da parte di Rai Fiction, come d'altra parte dimostrano le nette affermazioni fatte al giornalista dal consigliere d'amministrazione Alessandro Curzi, di cui, peraltro, è nota la posizione di personale dissenso nei confronti delle tesi di Pansa, ribadita anche nel confronto tv avuto di recente a Matrix di Enrico Mentana per il lancio del nuovo libro Sconosciuto 1945, nato proprio dal successo, dal dibattito e dalle numerose lettere ricevute da Pansa dopo l' affermazione di Il sangue dei vinti. Vorrei altresì ricordare che i due libri hanno venduto complessivamente 700mila copie e hanno avuto 2 milioni di lettori: quanti film o fiction possono vantare una così vasta platea potenziale?
In ogni caso, Il sangue dei vinti, scritto da un autore la cui fede antifascista è fuori discussione, affronta alla radice l'impossibilità per questo Paese di avere una memoria equilibrata, tollerante e liberale, di conseguenza una prospettiva futura. Nei sessant'anni che sono trascorsi dalla fine della Seconda guerra mondiale, la Repubblica ha visto i «duellanti», sostenitori di due Paesi diversi, dissipare energie e risorse materiali ed intellettuali.
Ho acquistato nel 2003 i diritti del libro di Pansa non per fare del revisionismo storico, né per riattizzare antichi odi, ma semplicemente per raccontare pagine della nostra storia sconosciute ai più. Nel rispetto della verità storica, che distingue tra chi stava dalla parte giusta e chi no. Un modesto contributo per dissipare ombre e infrangere qualche tabù, nel rispetto di quella grande tradizione che vede da sempre primeggiare la grande fiction di Raiuno. Certo, è stato, ed è, un lavoro di grande difficoltà, che non si può affrontare con disinvoltura. Ci vuole documentazione, equilibrio, felicità creativa. Ci vuole anche tempo, purtroppo. Così come quello utilmente impiegato in questi ultimi mesi a sviluppare, ampliare e migliorare la sceneggiatura rispetto a quanto peraltro già a suo tempo contrattualmente concordato con Rai Fiction. Mi creda, non ho quindi certo perso le motivazioni che mi hanno spinto ad acquistare i diritti del libro di Pansa. Al contrario, più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto sia importante e doveroso produrre comunque questo film.
E infine. Così come sono stato accompagnato da Raicinema nel grande successo di Eccezzziunale veramente. Capitolo secondo me, altrettanto auspico avvenga per l' impresa tratta da Il sangue dei vinti: nel segno dello stesso spirito imprenditoriale che anima un produttore indipendente come me.