«Sanissimi» apre un grande dibattito sulla sanità in Italia

Un’ampia inchiesta sul futuro della sanità italiana. Il nuovo numero di Sanissimi analizza le prospettive e i piani di sviluppo delle politiche sanitarie del Paese. Non solo. Ampio spazio viene dato al dibattito scientifico, con interventi dei massimi esponenti della medicina e della farmacologia. «La nostra è una visione a trecentosessanta gradi, sul mondo della sanità e della scienza medica italiana e internazionale - spiega l’editrice Maria Elena Golfarelli -. Ciò che offriamo ai lettori è uno tra i dibattiti più ampi proposti recentemente dall’editoria in questi campi». Il periodico analizza i diversi scenari odierni, anche attraverso il punto di vista politico, economico e manageriale di protagonisti di spicco. L’Italia, oggi, chiede a gran voce al mondo della sanità, uno sviluppo serio e articolato, attuabile solo con un’opera di profonda collaborazione tra amministratori, medici e ricercatori. Molti gli esponenti di rilievo della comunità scientifica e istituzionale ascoltati. In copertina, Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, che in una lunga intervista, traccia un bilancio sul futuro dell’industria farmaceutica e analizza l’impatto delle biotecnologie sul settore. «La rivoluzione in atto nella ricerca ha creato un legame molto stretto tra biotecnologie e industria farmaceutica - dice a Sanissimi -. Il settore biotech in Italia è in crescita e competitivo a livello europeo. A fine 2010, ad esempio, sono state individuate 375 imprese biotecnologiche impegnate in attività di ricerca e sviluppo: 246 nel settore della salute umana e 185 in modo specialistico. Numeri che dimostrano la capacità di una realtà industriale in grado di reagire significativamente alla crisi».
Non poteva mancare l’intervento di Renato Balduzzi, neoeletto ministro della Salute. Che, lasciandosi alle spalle la presidenza di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) coglie l’occasione per indicare le linee guida del suo programma: «Sta a ogni Regione darsi il proprio modello sanitario. E questo, armonizzando servizi e strutture - secondo storia e contesto di ciascun territorio - seguendo ovviamente coordinate e criteri del documento programmatico, che tiene conto delle necessità concrete del nostro Paese». Ampio spazio, poi, è dedicato alla ricerca avanzata. Nel settore oncologico, ad esempio, è Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, a parlare dello sviluppo delle nanotecnologie, dalle quali nascono nuovi strumenti per la lotta ai tumori: «La futura frontiera è rappresentata dalla nanomedicina che si propone di studiare le nostre funzioni primarie, con microstrumenti nanomolecolari, da cento a diecimila volte più piccoli di una cellula umana».