«Sanità, 5 milioni di euro ai consulenti»

Piovono altre accuse nei confronti della gestione della Sanità in Liguria - in particolare, per l’ipotesi di 5 milioni di euro spesi per incarichi esterni -, dopo quelle lanciate nei giorni scorsi dal professor Edoardo Berti Riboli; intanto, il presidente della Regione Claudio Burlando replica preannunciando querele in relazione alle affermazioni riportate dai giornali e giudicate «lesive dell’istituzione». Nell’occhio del ciclone di Burlando finiscono così i quotidiani Il Secolo XIX e Corriere della Sera che hanno pubblicato ampi servizi sulla questione-presunti favori ai medici (ma solo ad alcuni) sulla base non di meriti professionali, ma di parentele politiche. Per inciso, resta fuori della bufera il nostro Giornale, che pure si è occupato diffusamente, e non da ieri, con circostanziati atti d’accusa dei mali della sanità regionale. E mentre Gianni Plinio, capogruppo di An, promette di «passare sotto la lente di ingrandimento» i capitoli di spesa per verificare se i 5 milioni di euro ai consulenti esterni siano giustificati, Burlando attacca con insolita asprezza. «Sono rimasto colpito dalla cattiveria che qualcuno ci ha messo, non in questa aula - dichiara in aula -. Ieri un primario ha detto che foniatria ha fatto solo 200 interventi, invece sono quasi 5mila, perché non dirlo»? E aggiunge: «Berti Riboli parla di un reparto regalato a una dottoressa, parla di reparti come se fossero proprietà loro, invece sono dei cittadini». Infine, il presidente annuncia azioni legali per chiedere danni civili nei confronti di Berti Riboli e si riserva ulteriori iniziative. Intanto propone di dare maggiore pubblicità, anche su internet, come negli Usa, ai curricula dei candidati ai vertici della sanità ligure ed avere modo così di confrontarne le professionalità.
L’opposizione, però, non si placa. «Nessuno dice che i primari assunti non hanno i titoli, ma siamo sicuri che non ci siano altri più bravi e con più titoli?» si domanda Matteo Marcenaro (Udc), mentre Plinio ribadisce la richiesta di una commissione di inchiesta, e Luigi Morgillo (capogruppo di Fi) accusa il centrosinistra «di avere occupato sistematicamente tutte le poltrone della sanità». L’ex presidente Sandro Biasotti dice che «la polemica non è partita dal centrodestra, scorretto accusare senza fare nomi»; Franco Orsi (Fi), «scopre» i nomi di sei medici savonesi comparsi su un manifesto elettorale insieme a Burlando «e che sono stati poi tutti promossi». Infine Matteo Rosso, Fi, vicepresidente della Commissione Sanità, incalza: «Quello del presidente è un segnale di miopia politica, l’unica risposta che è stato capace di dare è l’annuncio di una querela. Io per primo, un paio di mesi fa avevo provato in commissione a porre l’accento sull’eccessiva ingerenza politica nella sanità, ma mi sono trovato di fronte a un muro di gomma».