Sanità, Abruzzo: indagato Del Turco con tutta la giunta

Nel mirino dei magistrati di Pescara una delibera di fine gennaio con cui la Regione ha disposto il pagamento di 14 milioni di euro alla Deutsche Bank, che li aveva pagati al gruppo sanitario Angelini per la clinica Villa Pini. Il governatore: "Presto si chiarirà tutto"

Pecara - Bufera sanità sulla giunta di centrosinistra dell'Abruzzo. La magistratura di Pescara ha inviato informazioni di garanzia al presidente della Regione Ottaviano Del Turco e a sette assessori. Si ipotizza il reato di abuso d’ufficio in relazione a una delibera con cui si autorizzava un atto di transazione di 14 mln euro alla Deutsche Bank, la quale aveva a sua volta versato la cifra al gruppo sanitario che fa capo all’imprenditore Vincenzo Angelini. "È una cosa che si chiarirà in brevissimo tempo" commenta Del Turco.

Provvedimenti Gli assessori indagati sono: Bernardo Mazzocca (Sanità), Marco Verticelli, Giovanni D’Amico, Tommaso Ginoble, Franco Caramanico, Mimmo Srour e Fernando Fabbiani. Non risultato, invece, destinatari di informazioni di garanzia gli assessori Enrico Paolini ( Vicepresidente), Elisabetta Mura e Valentina Bianchi, assenti al momento dell’adozione della delibera. Gli avvisi di garanzia sono stati recapitati questa mattina da parte del pool di magistrati pescarese, Nicola Trifuoggi, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio. In particolare l’avviso di garanzia riguarda l’adozione della delibera n.58 del 29 gennaio 2008 con la quale la giunta disponeva il pagamento a favore della Deutsche Bank di circa 14 milioni di euro relativi a un credito che l’imprenditore Angelini, titolare della clinica privata Villa Pini, aveva ceduto all’istituto di credito. La Deutsche Bank, poichè la somma non è stata ancora erogata ed il contratto di cessione di credito e scaduto nell’aprile dello scorso anno, ha chiesto alla Regione Abruzzo interessi per circa un milione di euro. L’inchiesta della magistratura aveva preso l’avvio di una interrogazione di Rifondazione Comunista che sosteneva che le somme non fossero dovute alla clinica privata.