Sanità, al Besta il doping si usa per curare la Sla

L'ospedale milanese avvia la sperimentazione e finanzia il progetto con le proprie risorse. «Il nostro stanziamento - spiega Borsani - copre solo in parte i costi previsti»

L'eritropoietina, farmaco usato come doping dai ciclisti, potrebbe cambiare la storia delle cure per la sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Questo, grazie a uno studio dell'Istituto neurologico Besta di Milano, che servirà come base per una sperimentazione clinica finanziata grazie alle donazioni del 5 per mille.
La Sla è una malattia neurodegenerativa che conduce alla morte nell'arco di pochi anni e riguarda in Italia oltre 4mila malati, tra cui molti calciatori. Non esistono ancora trattamenti efficaci per curarla: l'unico farmaco è il riluzolo, che però ne rallenta solo il decorso. Per lo studio del Besta servono almeno 1,5 milioni di euro, 500 mila dei quali provenienti dai fondi raccolti con il 5 per mille del 2007. Soldi che, però, il Ministero del Tesoro non ha ancora destinato alla struttura. «Il Besta - spiega il suo presidente Carlo Borsani - ha così deciso di anticipare ciò che i contribuenti ci hanno donato con le loro dichiarazioni, ma che il Ministero non ha ancora erogato».
I fondi serviranno ad avviare uno studio clinico di ampie dimensioni per vedere se l'epo, già usato per curare l'anemia, può rappresentare una possibile cura per la Sla. Allo studio, che si basa sui risultati positivi di un precedente studio pilota, parteciperanno 25 centri italiani, dove saranno coinvolti 160 pazienti. Dopo 18 mesi sarà possibile avere i primi risultati. Perchè la ricerca sia pienamente finanziata manca però all'appello ancora un milione di euro: «Il nostro stanziamento - conclude Borsani - copre solo in parte i costi previsti, e per questo ci auguriamo di trovare sostegno sia dalle Istituzioni che finanziano la ricerca, sia da aziende e cittadini privati».