Sanità, Burlando sconfessa la Margherita

Paola Setti

La Margherita dissente-attacca-furoreggia? Càpita, ma la Margherita non decide. «È legittimo esprimere opinioni, ma deve essere chiaro che sono opinioni». Claudio Burlando convoca i giornalisti apposta per chiarire a chi spettino le nomine dei direttori generali della Sanità. L’alleato maggiore dei Ds aveva parlato con due voci autorevoli, quella del capogruppo in consiglio regionale, Claudio Gustavino, e quella del segretario ligure del partito, Rosario Monteleone, per scandire che gli otto su dodici di competenza regionale, e cioè quelli delle 5 Asl, del San Martino, del Santa Corona e dell’ospedale di Sampierdarena, «vanno sostituiti tutti». Perché: «Chi ha creduto nel sistema concorrenziale voluto dalla giunta Biasotti e ne è stato protagonista adesso non può partecipare convintamente al nostro progetto, che invece prevede collaborazione e non competitività».
Il primo a dissentire era stato il diessino assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, che aveva proposto di «giudicare le competenze caso per caso». Ieri Burlando ha avvertito che così sarà: «Venerdì 27 la giunta si occuperà delle nomine, sulla base del metodo indicato da Montaldo».
Tanto più che, ha chiarito il presidente della Regione: «Queste non sono cariche politiche, ma manageriali». Ergo: i partiti ne restino fuori: «Il consiglio farà la sua parte sulle nomine di sua competenza, ma queste sono nomine che spettano alla giunta. le giudicheremo una a una, tenendo in forte considerazione l’opinione dei sindaci dei diversi territori, che verranno ascoltati da Montaldo entro il 27, giudicandone l’operato e valutando anche le proposte dei manager che si sono proposti da altre regioni». la rosa dei direttori generali cui guardare in tutta Italia del resto è ampia, con 230 nomi a disposizione. E il 27, annuncia Burlando, si chiuderà anche la partita del direttore generale interno alla Regione: «Fra il 27 giugno e il 10 luglio tutte le direzioni regionali della sanità saranno rinnovate, con nomi nuovi o con riconferme». Ognuno si occupi delle sue competenze, è il richiamo di Burlando al consiglio regionale. La Margherita per ora ha diritto di parola, il diritto di veto un’altra volta.