Sanità: il calvario di Sara, in coma dopo un'appendicite

La giovane di 16 anni è stata operata un mese ed ora rischia di rimanere in stato vegetativo. È ricoverata al San Gerardo di Monza

Il calvario di Sara, 16 anni di Torrevecchia Pia, nel pavese, - in coma in stato vegetativo dopo un'operazione di appendicite - inizia il 10 gennaio scorso. La ragazza sta male. Ha mal di pancia e vomito. I genitori la portano a fare una visita al Pronto Soccorso del San Matteo di Pavia. La diagnosi è chiara: i medici scrivono sul referto che si tratta di una infezione urinaria. La ragazza viene dimessa perchè la cura indicata è quella farmacologica. Sara però si sente peggio e torna al San Matteo. Visitata e dimessa di nuovo il giorno dopo viene portata dai genitori all'ospedale Predabissi di Melegnano (Milano). Qui cambia la diagnosi: per i medici si tratta di appendicite. E di appendicite Sara viene operata il 15 gennaio. Presenta vomito e agitazione quando esce dalla sala operatoria. Poi la situazione precipita. Ma i genitori ora affermano, anche nell'esposto poi presentato in Procura a Lodi, che «il medico di turno minimizza» e che «avrebbe detto che Sara era una ragazza ansiosa». Dal giorno dopo l'operazione si susseguono tre attacchi cardiaci. Una volta stabilizzata la giovane viene portata al San Gerardo di Monza, in rianimazione. Ora è in coma. Ogni giorno vanno a trovarla a turno a suoi amici e i suoi compagni di classe, del centro di formazione professionale di Pavia dove la ragazza studiava per diventare barista. Gli stessi genitori, come i neurologi del Besta di Milano dove è stata visitata, sono convinti del fatto che solo un miracolo potrebbe riportare Sara alla sua vita.
Sul caso è intervenuta anche la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali,presieduta da Leoluca Orlando, che ha chiesto all'assessore lombardo alla Sanità, Luciano Bresciani, una relazione precisa su quanto accaduto.