«Sanità, la Campania perderà 700 milioni dimenticati dal 2000»

Si tratta di fondi stanziati dal governo sei anni fa e non utilizzati. Corsa contro il tempo per conservare almeno il 30 per cento della cifra

Carmine Spadafora

da Napoli

Resterà ancora un sogno per sei milioni di cittadini campani, la possibilità di poter contare su una sanità, efficiente e finalmente all’altezza di altre regioni. La giunta presieduta da Antonio Bassolino, infatti, sembra ormai condannata e perdere la bella cifra di 700 milioni di euro, stanziati dal governo nel 2000 e solo in parte utilizzati dal governatore.
La denuncia è del parlamentare Marcello Tagliatatela e del consigliere regionale, Vincenzo Rivellini, entrambi di Alleanza nazionale. Scambi di missive con il ministero della Salute e cifre alla mano, i due esponenti di An, hanno dimostrato che la Campania è destinata a perdere, in pochi mesi, la bella cifra di 700 milioni di euro, destinati alla edilizia ospedaliera. Su questa vicenda, si è innescato negli ultimi giorni un durissimo «botta e risposta» tra i due esponenti di An e Montemarano.
Tagliatatela ha anche accusato il potente assessore regionale, di avere «cercato disperatamente di tenere nascosta la notizia di questi 700 milioni non utilizzati». Il parlamentare di An ha poi fornito la «prova» che quei 700 milioni sono andati persi. O, almeno in parte. «Nelle scorse settimane il ministero della Salute ha inviato al ministero dell’Economia una proposta di revoca dei 700 milioni di euro destinati alla Regione Campania nel lontano 2000, per effetto di un accordo triennale di programma per la nuova edilizia ospedaliera».
Montemarano alle accuse di Tagliatatela ha replicato sostenendo che «stiamo rispettando tutte le scadenze». Controreplica al vetriolo del parlamentare di An: «L’assessore regionale mente quando sostiene che entro il 30 giugno, data ultima per presentare i progetti finanziabili da parte di Asl e Aziende ospedaliere, la Regione sarà in grado di mettere a finanziamento l’intera somma. Forse non sa che quest’ultima proroga consentirà di recuperare solo il 35 per cento dei 700 milioni di euro, per i quali ci sono state molte proroghe rimaste inevase».
I due esponenti di An hanno descritto il percorso compiuto dalla somma iniziale di un miliardo di euro, stanziati nel 2000 dal governo, in base a un accordo dei programma, a favore della Regione. Denaro che Bassolino e i suoi assessori alla Sanità, avrebbero dovuto spendere entro la fine del 2003. Al 31 dicembre di quell’anno, furono presentati progetti per la ristrutturazione di ospedali ma soprattutto per edificarne altri nuovi. Progetti pari al 31 per cento della somma erogata a favore della giunta Bassolino. Di proroga in proroga, per tutto il 2004 e il 2005 e questi primi tre mesi del 2006, quei 700 milioni di euro, sono restati intonsi.
Rivellini si è detto scettico che quel 35 per cento ancora a disposizione di Bassolino e Montemarano, potrà essere utilizzato. «Dubitiamo che quanto non è stato fatto in 5 anni, possa essere recuperato in pochi mesi». Tagliatatela si è invece rivolto all’assessore alla Sanità: «Se Montemarano fosse coerente, dovrebbe rispondere in prima persona di questo fallimento, che ha tentato di coprire con una serie di bugie. In qualsiasi altra regione, il titolare della sanità pubblica si sarebbe dimesso o sarebbe stato destituito». Il parlamentare di An ha poi sostenuto che tutto ciò «non accadrà», in quanto Montemarano rappresenta uno degli ingranaggi dell’equilibrio politico raggiunto in seno alla giunta Bassolino.
È amara la riflessione dei due esponenti di An, per l’«ennesima occasione persa dalla Regione Campania in materia di sanità». Poi, ironicamente aggiungono. «Qualcuno ha visto la posa della prima pietra del tanto propagandato ospedale del mare o di qualsiasi altro ospedale?». E, neppure le ristrutturazioni dei tanti fatiscenti ospedali campani, sono partite. Senza contare l’enorme quantità di posti di lavoro, che l’apertura di cantieri avrebbe provocato.