Sanità, contro il ticket le regioni fanno fronte comune

L'aumento non può essere «aggirato». Per questo i governatori chiedono al governo di rifinanziare i tagli per poter levare il rincaro su esami e visite specialistiche

Le Regioni fanno fronte comune per chiedere al governo un'azione anti ticket. Proprio nelle due settimane in cui i cittadini si trovano a pagare le nuove tariffe, non ancora abbassate dalle manovre regionali, i governatori si uniscono in un solo coro: levate i ticket per le visite specialistiche e gli esami.
«La dichiarazione del presidente Errani a nome di tutti i presidenti di Regione conferma la giustezza dell'intuizione della Regione Lombardia e sancisce ormai la piena unità tra le Regioni stesse su quello che da subito ho sostenuto, e cioè che il ticket non può essere aggirato». Così interviene il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che pochi giorni fa ha deciso di calibrare gli aumenti al prezzo delle prestazioni.
«Riflettano - prosegue il governatore lombardo - tutti coloro che da varie parti, politiche, sindacali e del sistema dell'informazione, hanno attaccato o tentato di denigrare le posizioni della Regione Lombardia: siamo stati anche questa volta i primi e i più lungimiranti e molte Regioni si stanno orientando verso la soluzione da noi trovata e cioè la spalmatura del ticket parametrata sul costo delle prestazioni».
«Sottolineo anche - conclude Formigoni - che saranno tutte le Regioni e non la sola Lombardia, come avevo dichiarato da subito, a chiedere al Governo di garantire con propri fondi la copertura dei ticket».