Sanità, la corsa alle poltrone non si ferma

«Fermateli». Sembra decisamente inarrestabile la corsa agli ultimi scampoli di poltrona da parte dei fedelissimi della giunta Marrazzo. Dopo i primari, nominati in extremis, è la volta dei direttori. Eppure nessun affaticamento e nessuna tachicardia scuote gli uomini del centrosinistra nonostante siano ormai due settimane - ossia da quando il centrodestra ha vinto le elezioni regionali - che inseguono spasmodicamente una sistemazione dopo l’ultimo minuto.
Già, non si arrendono, malgrado la neo presidente del Lazio, Renata Polverini stia facendo capire piuttosto chiaramente che dopo l’insediamento farà di tutto per annullare quelle nomine fatte dal centrosinistra in zona Cesarini. Intanto, però, chi è rimasto ancora in sella sembra spenda il proprio tempo anche per accontentare qualche amico degli sconfitti. E naturalmente il settore più gettonato rimane - neanche a dirlo - quello della sanità. Per cui giorno dopo giorno fioriscono, affisse alle bacheche degli albi pretori nelle aziende sanitarie copiose quantità di provvedimenti risalenti a una decina di giorni prima delle elezioni, a qualche giorno prima e, non ultimo, ai giorni subito dopo. Tra le nomine più ambite quelle dei primari certo, ma non vengono scartate neppure quelle dei semplici medici a contratto o di qualche amministrativo. Tra tutte però svetta quella di un nuovo direttore sanitario. L’ha nominato il manager dell’Asl Roma B, Flori Degrassi, il 31 marzo. Si tratta di Egidio Sesti, classe 1951, che ha preso il posto di Antonio D’Urso, dimessosi in data 11 marzo anche se la presa d’atto da parte della Degrassi risale proprio al 31 scorso.
Per fare chiarezza sull’inverosimile episodio bisogna sottolineare che i general manager di Asl e aziende ospedaliere in carica prorogata dal commissario straordinario Elio Guzzanti fino alla fine di maggio, decadranno inderogabilmente e con essi direttore amministrativo e direttore sanitario. Mentre per i nuovi incarichi starà alla Polverini deciderli subito dopo. Vale a dire che la Degrassi avrebbe potuto pure disattendere sulla nuova nomina visto che per gestire il compartimento dell’assistenza ci sono sempre i vicari. Ma tant’è.
E sembra non finisca qui. Al limitare della scadenza elettorale sono state anche altre le aziende che hanno scelto di rinnovare contratti o di firmare proroghe. Il direttore generale dell’Ifo, Francesco Bevere, ha sottoscritto a ridosso delle elezioni regionali tra rinnovi e nuovi incarichi 4 nuove nomine. Il manager del Policlinico Umberto I, Ubaldo Montaguti, lo ha deciso per alcuni medici e addirittura fino al 2013 e per alcuni psicologi a tutto il 2011. In compenso però proprio negli ultimi giorni di marzo ha deliberato di auto-diminuirsi lo stipendio (già molto chiacchierato per l’entità della somma rispetto allo standard contrattuale degli altri manager della sanità) mettendo mano a una formale revisione del trattamento economico. Da 207mila euro più il 30 per cento di premio obiettivi a 155mila più 20 per cento.