Sanità creativa. Di nuovi consulenti

Guadagneranno in totale 250mila euro Iannarilli (Fi): «Si taglia e si sperpera»

Antonella Aldrighetti

Dal quadro tetro della sanità laziale dipinto dalla giunta Marrazzo per mano dapprima di Luigi Nieri assessore al Bilancio e quindi di Augusto Battaglia, suo collega alle Politiche sanitarie, verrebbe fuori la necessità di formulare attente operazioni di razionalizzazione della spesa. Con un invito ai medici di base di moderare le prescrizioni specialistiche e, alle Asl, di riorganizzare la gestione finanziaria in maniera più oculata: un segnale di dis-continuità rispetto al passato, secondo la giunta rossa. Ma sull’oculatezza gestionale sembra che si stia incominciando già ad incespicare.
Già, perché tra i primi atti siglati dai direttori generali di alcune aziende sanitarie ci sarebbero proprio alcune prestigiose consulenze assegnate all’esterno, senza peraltro valorizzare il personale già in organico. Due alte professionalità i cui stipendi superano i 250mila euro. Figure peraltro nemmeno previste dall’atto aziendale né tantomeno dalla legge (la 502 del 1992) che ne regola funzionamento e struttura. Si parla infatti del consulente alle relazioni sindacali e di un esperto di strategia delle politiche di controllo. Il primo è Giuseppe Scoleri, ingaggiato presso il San Filippo Neri dal manager Adolfo Pipino, per 85mila euro all’anno con un contratto di durata triennale e che, per assolvere l’incarico dovrebbe essere presente in media 20 ore a settimana. Caso ha voluto inoltre che Scoleri sia ancora inquadrato come coordinatore di staff della direzione aziendale del Cardarelli di Napoli (almeno così risulta dal sito web dell’azienda ospedaliera, dove dovrebbe prestare opera a tempo pieno). Quanto al secondo è un’alta professionalità in ambito accademico: il professore Mauro Paoloni, ordinario di Economia aziendale a Roma III al quale il manager dell’Asl di Viterbo, Giuseppe Aloisio, gli ha riconosciuto l'incarico appunto di «stratega nel controllo gestionale» per la cifra di 160mila euro annui, al netto dell’Iva e per una durata triennale. La cosa curiosa del contratto di Paoloni è che, seppur siglato il 23 settembre scorso, ha una decorrenza pregressa. Ossia parte dal 16 agosto: giorno dell’insediamento di Aloisio.
La domanda sorge spontanea, avrebbe detto il predecessore di Marrazzo in tv: ma allora su quali basi si poggerebbe quello stendardo moralizzatore agitato tanto nella «casa di vetro» quanto nelle piazze? «Marrazzo parla di modifica del regolamento di organizzazione ai fini della moderazione dei compensi e contemporaneamente si fa complice di tali sperperi - afferma il consigliere di Forza Italia Antonello Iannarilli -. È contraddittorio che questa sinistra attacchi il governo nazionale lamentando tagli alla finanziaria e allo stesso tempo sia disposta a spendere 480 mila euro per un unico consulente. Dopo l’aumento di auto blu, assessori esterni e degli stipendi per i collaboratori aspettiamo di conoscere quali altri conti dovranno pagare i cittadini della nostra regione per far contenti gli amici di Marrazzo». L’azzurro punta anche l’indice sulla demagogia di facciata che definisce «l’ennesimo esempio di una sinistra ipocrita, falsa e bugiarda che in un momento di crisi economica e difficoltà per i conti pubblici acquisisce nuove professionalità oltre ai professionisti eccellenti e ben pagati scelti già dalla giunta». Quella giunta che finora tace di fronte alle interrogazioni consiliari dell’opposizione.