«Sanità e volontariato nella mia Europa»

Aiutare chi è in difficoltà non è prerogativa della sinistra

Licia Ronzulli, 33 anni, manager settore sanità, è candidata del Pdl al Parlamento europeo. Non teme di essere risucchiata tra Bruxelles e Strasburgo fuori dai problemi della quotidianità italiana?
«Non ho affatto il timore di finire in un cimitero degli elefanti. Anzi, nell’Europa porto la mia voglia di fare e il mio entusiasmo. E, attenzione, naturalmente mi impegno a garantire una presenza costante e assidua».
Di che si occuperà tra i banchi europei?
«Del mio settore. Dopo gli studi scientifici ad orientamento psicologico mi sono dedicata all’approfondimento del management sanitario, indirizzandomi soprattutto sugli aspetti socio-economici e politici, per una concreta realizzazione di un ambiente di cura rispettoso e attento alle persone. Dunque, vorrei lavorare in Europa per una sanità di qualità in termini di strutture, ricerca, personale e cure».
Esportare in Europa il modello Lombardia. Impegno non da poco ma sostiene Silvio Berlusconi «Licia è la nostra deputata ideale, una personalità come la sua in Europa sarà utilissima»
«Con l’età media che cresce costantemente, nei prossimi anni ci sarà un incremento del 50 per cento della richiesta sanitaria e dobbiamo farci trovare pronti. Ma in Europa non trascurerò anche il mondo del volontariato affinché possano avere un po più di luce e sostegno, so bene quanto le associazioni no profit siano importanti sul territorio».
Già, si dedica con passione al volontariato ma storicamente non è la sinistra più vicina al mondo del no profit?
«È ora di sfatare il mito che aiutare chi è in difficoltà sia una prerogativa della sinistra. Semplicemente nel centrodestra non ci si preoccupa tanto di sbandierare le proprie buone azioni».
Riuscirà però da parlamentare europea a recarsi in Bangladesh come fa da cinque anni ogni estate per aiutare i bambini emarginati?
«I parlamentari hanno cinque settimane di vacanza l’anno. Le passerò a fare volontariato come prima».