Sanità, ecco gli ospedali dove fare gli esami senza perdere tempo

È sempre la solita storia: quando si prenota un esame in ospedale ci si sente fissare l’appuntamento dopo un mese. O dopo due. In certi casi perfino dopo tre mesi. E si resta a bocca aperta, pensando: «Vabbé, ma nel frattempo faccio a tempo a crepare». Eppure i tempi di attesa in Lombardia sono i più brevi d’Italia. Detto questo, parecchi ospedali, soprattutto i più grossi, non riescono a far fronte all’immensa mole di richieste entro i tempi stabiliti dalla Regione.
Abbiamo preso in considerazione cinque aziende ospedaliere tra le più grandi (Policlinico, Fatebenefratelli, Sacco, San Paolo, Niguarda) e abbiamo messo a confronto i tempi di attesa su tre esami specialistici, nella top ten di quelli più richiesti dai pazienti: mammografia, colonscopia ed elettrocardiogramma.
Ebbene, non esiste un primo in classifica in assoluto. Né si può individuare un ultimo della classe. C’è chi eccelle in una voce e chi in un’altra. Un esempio? Per un elettrocardiogramma al Fatebenefratelli non bisogna aspettare nemmeno una settimana. Se invece lo si vuole prenotare a tutti i costi al Niguarda si rischia di vedersi fissare l’appuntamento dopo un mese nel 65% dei casi ed entro 60 giorni nel 76% dei casi.
Idem per la mammografia: i tempi al San Paolo sono migliori rispetto a quelli della Mangiagalli (Policlinico) o del Fatebenefratelli. Il Niguarda eccelle sulle colonscopie: oltre il 72% degli esami viene effettuato entro un mese dalla prenotazione al telefono. Nello stesso arco di tempo il Policlinico riesce a smaltire il 22,7% delle richieste e i Fatebene il 16%. Al Sacco più di un esame su due viene evaso nel giro di due mesi. Non c’è nessun migliore e nessun peggiore: i numeri ovviamente variano in base al flusso di pazienti.
È anche per questo motivo che la Regione Lombardia ha deciso di istituire un numero unico per le prenotazioni (800.638.638): in questo modo gli operatori possono indicare al paziente l’ospedale dove c’è meno coda, evitando inutili effetti imbuto quando la qualità di un elettrocardiogramma è la stessa dappertutto. I poliambulatori cercano di distribuire al meglio il lavoro e grazie al numero verde si evita uno degli effetti più antipatici delle prenotazioni: le liste fittizie. Di fatto i pazienti, per cercare di anticipare il più possibile l’esame, hanno spesso prenotato in uno, due o perfino tre ospedali differenti. Senza poi presentarsi alla visita ma costringendo gli altri a mettersi in coda.
Altro metodo per saltare la fila? Rivolgersi agli ospedali più piccoli, senza per forza chiamare i più specializzati. Ad esempio: per una cefalea non per forza è necessario andare al neurologico Besta, per un’ecografia interna non esiste solo la Mangiagalli. Lo stesso discorso vale per le terapie: più volte i medici hanno fatto notare che le chemioterapie o le radioterapie si effettuano ovunque con gli stessi identici standard e la stessa qualità. Quindi non è necessario mettersi in coda per l’istituto tumori o lo Ieo.
Per andare incontro ai cittadini ed educarli a una «prenotazione intelligente», la Regione ha anche intenzione di portare gli specialisti fuori dagli ospedali per effettuare le prime visite. E pubblicherà on line la classifica dei tempi d’attesa nei vari ospedali e poliambulatori. «È mia intenzione - conferma l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani - creare un data base consultabile on line con le migliori performance sulle visite specialistiche pubbliche». In un anno i dati sono migliorati. E non di poco. Dal 1997 al 2010 i tempi di attesa della cardiochirurgia sono stati abbattuti del 63% nelle strutture pubbliche, nella protesica del 73%, nell’ortopedia del 79%. La Lombardia detiene il record per le urgenze: le prestazioni ambulatoriali che non possono essere rimandate vengono effettuate nell’arco di 72 ore al massimo.